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Salvare la terra! L'Europa in missione per risanare il suolo agricolo

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Salvare la terra! L'Europa in missione per risanare il suolo agricolo
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Questa edizione speciale di Futuris è dedicata alla scoperta delle missioni che l'Europa lancerà nei prossimi mesi per trovare soluzioni a sfide cruciali della nostra epoca come l’adattamento al cambiamento climatico, la salvaguardia di terre e mari e la lotta contro il cancro. Cinque, in totale, i settori di questa iniziativa, compresa nel programma Horizon Europe, che partirà nel 2021. Ne discutiamo anzitutto con Mariya Gabriel, Commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù, e poi andiamo in Austria, per mostrarvi l'approccio di una fattoria pilota, basato sulla stretta sinergia tra scienza e natura.

Il video ufficiale di presentazione delle cinque missioni

Lotta contro il cancro, cambiamento climatico, difesa dei mari: l'Europa in trincea

A Mariya Gabriel abbiamo anzitutto chiesto su che basi è stato progettato questo importante piano decennale e quali sono le sue ambizioni."Temi come la lotta contro il cancro, il cambiamento climatico, le città intelligenti, la salute del suolo, degli oceani e dei mari sono stati selezionati a causa del loro forte impatto sui cittadini europei - ci dice -. E perché abbiamo bisogno di agire insieme per arrivare a risultati concreti. E' peraltro quanto leggiamo anche nelle raccomandazioni dei rapporti. Quello della missione per la lotta contro il cancro, per esempio, si propone di salvare 3 milioni di vite entro il 2030. Su scala mondiale, l'Europa rappresenta meno del 10% della popolazione, ma conta un quarto dei casi. Dobbiamo assolutamente agire". Elemento chiave della riuscita di queste missioni, prosegue, sarà anzitutto il loro rapporto con i cittadini: "Dovranno anzitutto sentirle loro. Vi si dovranno riconoscere. E, partecipandovi, dovranno poterne constatare i risultati. E' un processo di co-creazione di cui vado fiera e che può fare la differenza sulle scelte a venire. Investire su una missione significa investire sui benefici di un'azione intraprese a livello europeo: per i cittadini, per le regioni, gli stati membri coinvolti...".

"Prendersi cura del suolo è prendersi cura della vita!", il messaggio lanciato su Twitter dalla Commissaria europea Mariya Gabriel

Orizzonte 2030: l'obiettivo è risanare il 70% dei terreni agricoli europei

Tra queste missioni dell'Unione Europea, la prima che euronews ha deciso di presentarvi è quella dedicata alla salvaguardia del suolo e della qualità del cibo. L'obiettivo che si propone è risanare il 70% dei terreni agricoli entro il 2030. "Una delle principali azioni - ci spiega il direttore Cees Veerman - è ovviamente quella che mira a evitare ulteriori degradazioni del suolo. L'obiettivo è frenarne l'impermeabilizzazione, l'inquinamento, sanificarlo. E questo, aumentando fra l'altro la presenza di carbonio: una misura che a sua volta previene anche ulteriori conseguenze su clima e disponibilità dell'acqua, ma anche su biodiversità, agricoltura, patrimonio forestale e produzione alimentare. Tutti, quindi, anche chi vive in città, può contribuire a migliorare la qualità del suolo e può farlo in condizioni migliori".

Un esempio di questo approccio è il progetto Best4Soil. Siamo stati in Austria per scoprire un tipo di gestione del suolo che combina in totale armonia natura e scienza. Considerazione di fondo è che il suolo è fondamentale per tutti i cicli vitali del nostro pianeta. Oltre il 95% del nostro cibo proviene da processi legati alla terra. Da qui, l'importanza di tutelarne la salute. Eppure - secondo i dati del Soil Health and Food Mission Board and Joint Research Centre - fra il 60% e il 70% dei terreni, in Europa, non sono in buona salute e mancano delle materie organiche e dei minerali necessari a nutrire piante e microorganismi. E' il risultato di una serie di scelte e di pratiche inappropriate come colture intensive, irrigazione eccessiva e inquinamento da pesticidi. Il suolo paga anche cambiamento climatico, erosione e aumento del livello dei mari.

Qui anche un piccolo quiz (in inglese) per testare la vostra conoscenza del suolo.

Grand Farm: la fattoria austriaca dove scienza e natura vanno a braccetto

Nel contesto appena descritto, la fattoria austriaca che vi proponiamo di scoprire incarna un esempio di fruttuosa sinergia tra scienza e natura. "E' proprio combinando scienza e natura - un approccio orientato alla soluzione e uno orientato al problema - che si arriva più rapidamente a soluzioni sostenibili - ci dice il proprietario, Alfred Grand -. La scienza ci è indispensabile per testare e valutare nuove pratiche e procedure, da presentare poi agli altri agricoltori e alla società".

Nell'ambito del progetto europeo Best4Soil, questa fattoria sperimenta anche un nuovo approccio alla rotazione delle colture, volto a migliorare la salute del suolo. "Ci sono diversi metodi a cui noi agricoltori possiamo fare ricorso - ci dice ancora Alfred Grand -: la fertilizzazione con il compost, le colture invernali per mantenere in buona salute il suolo, la rotazione delle colture. Il compost lo usiamo per esempio subito dopo aver proceduto al raccolto. Più il compost sarà colorato e vario, maggiore sarà l'apporto che fornirà al terreno. E migliore, quindi, anche la salute del suolo, che avrà allora meno bisogno di pesticidi".

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Nell'ambito del progetto europeo "Best4Soil", la fattoria austriaca Grand Farm sperimenta anche un nuovo approccio alla rotazione delle coltureEuronews

Compost e gestione del suolo: i benefici di un approccio sostenibile

Per ottenere uno strato di un centimetro di terreno fertile possono volerci fino a 1000 anni. Un risultato, che pratiche sbagliate possono però poi spazzare via molto rapidamente. Harm Brinks è il coordinatore del "Best4Soil Project". "La sfida, per l'agricoltura, è sfamare il mondo e la sua popolazione in costante crescita - dice ai microfoni di euronews -. Come possiamo constatare in diverse parti del Pianeta, colture intensive e ricorso a macchinari pesanti stanno però deteriorando la qualità del suolo. E' quindi molto importante sposare un approccio sostenibile alla gestione delle terre".

Nella fattoria Grand, dal nome del suo proprietario, il compost svolge un ruolo centrale per biodiversità e tutela della qualità del suolo. Una sfida che passa anche da soluzioni preventive come vermicompost e colture di copertura: il compost ottenuto con i lombrichi e la semina di piante che limitano l'erosione e favoriscono la fertilità. "Questa moltitudine di microrganismi - dice Alfred Grand, mostrandoci una manciata del suo compost - è fondamentale per il suolo. Più ce ne sono - e maggiore è la loro varietà -, più sarà stabile, sano e meno esposto a malattie e problemi di altro genere".

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Il compost contiene una moltitudine di microrganismi. Più sono vari e numerosi, maggiori sono i benefici per il terrenoEuronews

Compost sì, ma "verificato"

Oltre al vermicompost, qui viene testato anche il "compost termofilico": un altro fertilizzante naturale, costituito da materia organica con apporti di carbonio e azoto. Ricercatori come Florian ne analizzano dei campioni, per verificarne qualità e componenti rilasciate in suolo e atmosfera, al fine di evitare ogni contaminazione. Durante il processo di formazione del compost possono raggiungersi temperature fino a 70°, che eliminano gli organismi all'origine di alcune malattie delle colture.

Anche da questo dipende la sua preziosità. "In tempi di cambiamento climatico è molto importante economizzare energia e risorse - ci dice Florian Schütz, che sta frequentando un master all'Università delle risorse naturali e delle scienze della vita di Vienna -. La biomassa è una fonte di energia, soprattutto di azoto, e in quanto tale dobbiamo assicurarci di preservarne quanta più possibile".

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Alla Grand Farm campioni di compost vengono regolarmente analizzati, per verificare le sostanze che vengono rilasciate in suolo e atmosferaEuronews

Piccolo è bello (e vantaggioso): dal Canada il modello del "Grand Garten"

Il Grand Garten è un esempio in scala ridotta di questo approccio, in Canada già sviluppato sulla base di una modellizzazione dell'agricoltore e militante della sostenibilità, Jean Martin Fortier. L'obiettivo è produrre cibo sano e di grande varietà su appezzamenti di terreno non più grandi di un ettaro, al fine di approvvigionare le comunità locali. Semina e lavorazione sono fatte principalmente a mano, senza macchinari pesanti. "I nostri metodi di coltivazione presentano molti vantaggi - spiega la direttrice di produzione, Livia Klenkhart, Direttrice di produzione -: sul piano economico, ecologico, sociale. Personalmente ritengo che quelli più importanti siano i posti di lavoro che abbiamo creato, il contatto diretto che abbiamo instaurato con i consumatori. E poi anche i risvolti pedagogici sulla tutela e la rigenerazione del suolo e dell'ambiente". La gestione sostenibile del suolo è cruciale per l'equilibrio dei nostri ecosistemi. Operando come una spugna, il terreno assorbe carbonio e gas serra e limita così anche il surriscaldamento climatico.