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Election Day, un test politico per il governo Conte

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Election Day, un test politico per il governo Conte
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Il passaggio è delicato e il governo Conte si gioca buona parte della sua credibilità in due giorni: Il 20 e il 21 settembre si voterà per le elezioni amministrative in 7 regioni e oltre 1000 comuni e per il referendum costituzionale - senza quorum - sulla riduzione del numero dei parlamentari di Camera e Senato, il cavallo di battaglia dei pentastellati.

I due poli referendari

Il ministro degli Esteri, nonché leader pentastellato, guadagna la prima linea con il video messaggio indirizzato agli elettori: "Dobbiamo chiedere alla gente di andare a votare - dice - in particolare dobbiamo chiedere ai giovani perché sono loro che si ritroveranno di nuovo, nei prossimi 40-50 anni, con 1.000 parlamentari, in caso di vittoria del sì".

Il sì al referendum ridisegna il Parlamento con 1/3 di poltrone in meno: il taglio riguarderebbe 115 senatori e 230 deputati, con un risparmio stimato di 100 milioni di euro lordi all’anno. Un ragionamento populista, secondo il fronte del no alimentato dall'opposizione al governo.

L'antipolitica, quando governa, provoca danni, spreca denaro e insulta il Parlamento
Simone Baldelli, Forza Italia

"Servono una legge elettorale e una riforma del sistema bicamerale"

Senza mettere mano a una legge elettorale adeguata, è a rischio la rappresentanza dei cittadini, dicono i fautori del no.
Ma c'è anche un altro problema, come sottolinea Cristina Fasone, ricercatrice in Diritto pubblico Comparato presso il Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS Guido Carli: "Non è la prima volta che parliamo di quanti parlamentari e senatori è auspicabile avere. Ma - spiega Fasone - forse è la prima volta che viene approvata una riforma in cui il conteggio dei rappresentanti non è legato a una riforma più completa e globale del sistema bicamerale, che è noto a livello internazionale per essere un po' disfunzionale perché le due Camere del Parlamento, la Camera dei deputati e il Senato, hanno esattamente la stessa funzione. E sono anche entrambe in grado di votare e ritirare la fiducia al governo, che è stato un elemento di instabilità".

Il peso politico dell'election day - referendum e amministrative - è palese: "In questa due giorni elettorale i 5 stelle si giocano tutto - spiega Elena Cavallone per Euronews - I risultati del referendum e delle amministrative potrebbero rivelare l’erosione del consenso popolare verso il movimento, che ha fatto del taglio dei parlamentari la sua battaglia ideologica per eccellenza. Se dovesse vincere il SI, il movimento avrebbe di certo un salvagente, ma gli esititi delle regionali potrebbero d'altra parte cambiare gli equilibri politici dentro e fuori la maggioranza di governo. Con un nuovo assetto politico si dovrà in ogni caso cercare il consenso necessario per continuare le grandi riforme chieste dall’Ue".

Il promemoria del voto

Il 20 e 21 settembre 2020 si voterà per le elezioni regionali, comunali, suppletive (in Veneto e Sardegna) e referendum sulla riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari.
I seggi sono aperti dalle 7 alle 23 del 20 settembre e dalle 7 alle 15 del 21 settembre.

Per le elezioni regionali sono chiamati alle urne oltre 18 milioni di elettori di sette regioni: Campania, Toscana, Veneto, Liguria, Valle d’Aosta, Marche e Puglia.
Le elezioni erano fissate per il marzo scorso, ma sono state rimandate per l’emergenza Covid-19.

Si dovranno osservare particolari misure di sicurezza.

La due giorni elettorale può contare su oltre 15 milioni di mascherine, che saranno distribuite negli oltre 60mila seggi, nel caso in cui gli elettori dovessero esserne sprovvisti, e su su oltre 300 mila litri di gel igienizzante. A 2 metri dai componenti del seggio, e solo per il tempo necessario al riconoscimento, dovrà essere abbassata la mascherina. Sarà necessario igienizzare la mani prima di ricevere matita e scheda. Quest'ultima dovrà essere inserita personalmente nell'urna, sia per il referendum che per le amministrative, non per le suppletive. Sarà responsabilità dell'elettore non andare al seggio in caso di febbre, quarantena o isolamento domiciliare.
Il buon senso reclama ulteriori misure - adottate a livello individuale -per evitare gli assembramenti.