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Covid, a Panama uomini e donne non dovranno più uscire a giorni alterni

Panama, la fine delle restrizioni alla "mobilità di genere"
Panama, la fine delle restrizioni alla "mobilità di genere"   -   Diritti d'autore  AP/Arnulfo Franco
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Uomini e donne possono finalmente camminare insieme per le strade di Panama.

Lunedì il governo ha sospeso le limitazioni alla mobilità di genere, una misura adottata per combattere l'infezione da Covid, che permetteva a uomini e donne di uscire soltanto in giorni diversi: tre volte alla settimana per ogni sesso e solo per due ore al giorno a seconda del numero di identità personale.

La restrizione, unica nel suo genere, è stata pesantemente criticata dagli attivisti dei diritti umani, che hanno denunciato maltrattamenti e abusi da parte della polizia contro la popolazione transgender.

Il governo panamense, dal canto suo, rivendica la misura come un successo, sostenendo che abbia tolto dalle strade il 50% della popolazione.

Ora, al netto delle polemiche e dopo 5 mesi di confinamento, i panamensi si sentono sollevati.

Tuttavia, i voli internazionali e il settore alberghiero rimarranno fermi fino al 12 ottobre, secondo la tabella di marcia ufficiale.

AP/Arnulfo Franco
Una coppia si gode il belvedere sulla calzada de Amador, Panama, 14 settembre 2020AP/Arnulfo Franco

Anche il coprifuoco è stato allentato, restando in vigore dalle 23 fino alle 5 del mattino, mentre mascherine e distanziamento sociale restano obbligatori.

Panama è uno dei paesi più colpiti della regione: il ministero della Salute ha conteggiato oltre 100.000 infezioni, e le morti per covid-19 hanno superato quota 2.000.

L'introduzione del coprifuoco, risalente allo scorso 18 marzo, e altre successive restrizioni alla mobilità sono state contestate davanti alla Corte Suprema di Giustizia panamense, che finora non ha emesso alcuna decisione in merito ai pochi ricorsi accolti.

In considerazione della possibilità che le misure vengano ripristinate a causa di una nuova ondata di infezioni, gli esperti dell'area ritengono che la Corte Suprema non si pronuncerà contro le misure approvate dall'Esecutivo durante la pandemia.