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Dopo il voto il Montenegro svolta a oriente, allarme NATO

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Montenegro e NATO
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I risultati dele elezioni in Montenegro aprono la possibilità di un governo filo-serbo e filo-russo, e questa prospettiva allarma la NATO, che nel 2017 ha accolto il piccolo paese balcanico tra i suoi membri.

Secondo Jamie Shea, in passato vice-segretario aggiunto dell'Alleanza atlantica, l'Unione europa potrebbe attenuare le spinte anti-occidentali, aprendo le porte alla Serbia, dal 2009 candidata all'adesione.

"Una delle lezioni di queste elezioni è che sfortunatamente, come tanti altri posti in Europa, il Montenegro rimane una società divisa, con un terzo della popolazione di etnia serba che spesso guarda verso Belgrado e Mosca, come abbiamo visto alle urne. Se l'Unione europea accoglie la Serbia in una rotta occidentale, penso che la componente serba in Montenegro che si sente alienata il questo momento possa unirsi al corso filo-occidentale".

Nella regione preoccupa anche la tensione nel Mediterraneo orientale tra Grecia e Turchia, entrambi paesi membri del Patto atlantico, ma sull'orlo del conflitto per il controllo delle zone di competenza marittima.

"La Nato negli anni si è abituata alle tensioni legate a sorvoli e a esercitazioni militari nel Mediterraneo orientale, specialmente d'estate. Naturalmente è un problema che si vorrebbe non avere. Ma credo che con gli USA coinvolti nel processo riusciremo a mettere Atene e Ankara attorno a un tavolo e troveremo una sorta di accordo per la spartizione dei diritti di estrazione nel Mediterraneo orientale".

Sopravvissuta alla fine della Guerra fredda, la NATO rimane il blocco militare più importante a difesa degli interessi statunitensi e dei suoi alleati europei, ma secondo gli esperti, dovrà ridefinire la sua missione alla luce dei nuovi scenari geopolitici.