La compagnia petrolifera ungherese Mol pagherebbe alla Serbia quasi un miliardo di euro, uno sconto di circa il 20% rispetto a quanto previsto dagli analisti finanziari. Per Belgrado è urgente trovare investitori dopo le sanzioni Usa contro Nis, raffineria che apparteneva alla russa Gazprom Neft
MOL acquisterà una quota del 56,15% della compagnia petrolifera serba NIS per una cifra compresa tra i 900 e il miliardo di euro, ha dichiarato il presidente serbo Aleksandar Vucic a Blic TV. Una settimana fa è stato firmato un accordo preliminare vincolante sulla vendita tra Gazprom Neft, l'attuale proprietario di maggioranza della società, e MOL.
Il contratto che perfeziona la transazione sarà firmato entro la fine di marzo, probabilmente il 20 marzo, ha dichiarato lunedì il ministro delle Finanze serbo Sinisa Mali.
Il 9 ottobre la più grande compagnia petrolifera serba è stata inserita nella lista delle sanzioni del Dipartimento del Tesoro statunitense perché la maggiranza delle sua azioni era di proprietà russa.
A seguito delle misure punitive, la raffineria di Pančevo ha dovuto cessare tempraneamente le attività, con interruzioni delle forniture di petrolio in tutta Serbia.
La raffineria è stata ora riavviata, l'Ufficio statunitense per il controllo dei beni esteri, responsabile per la vigilanza delle sanzioni, ha infatti rilasciato una licenza speciale per l'attività di Nis.
Anche lo Stato serbo aumenta la sua partecipazione
Lo Stato serbo possiede attualmente il 29,9 per cento della società, dovrebbe aumentare di 5 punti percentuali dopo il completamento della transazione.
Secondo le voci di mercato, anche la compagnia petrolifera statale degli Emirati Arabi Uniti Adnoc potrebbe acquisire una partecipazione.
L'analista ungherese del settore petrolifero e del gas Tamás Pletser ha scritto su Erste Market che l'assetto proprietario finale probabilmente includerà una quota del 50-55 per cento a MOL, del 10-15 per cento ad Adnoc e del 35 per cento allo Stato serbo.