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Sudan: firmato l'accordo di pace tra governo e forze ribelli

Una pattuglia al confine tra Sudan e Ciad vicino a Seleah, nel Darfur occidentale
Una pattuglia al confine tra Sudan e Ciad vicino a Seleah, nel Darfur occidentale   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Il governo sudanese e il Fronte rivoluzionario del Sudan, la principale alleanza ribelle del paese, hanno firmato un accordo di pace dopo mesi di tortuosi negoziati per porre fine dopo 17 anni alla guerra civile.

L'accordo è stato firmato a Giuba, capitale del Sud Sudan - paese che ha ottenuto l'indipendenza dal Sudan nel 2011, dopo decenni di guerra civile - alla presenza del presidente sudsudanese Salva Kiir.

Il raggiungimento di un'intesa, attesa da settimana ma più volte rinviata a causa delle nuove violenze nella regione del Darfur, era un obiettivo cruciale del governo di transizione, che ha assunto il potere dopo che una rivolta popolare ha portato i militari a rovesciare il presidente Omar al-Bashir nell'aprile 2019.

Il primo ministro del Sudan, Abdalla Hamdok, ha affermato che la firma dell'accordo con i gruppi ribelli è l'inizio della strada verso la pace.

Hamdok ha dedicato l'accordo ai bambini nati nei campi dopo essere stati costretti a lasciare le loro case e ai loro genitori che "desiderano giustizia, sviluppo e sicurezza".

Alla firma dell'accordo non hanno però preso parte le due fazioni ribelli del Movimento di liberazione del Sudan (Slm) e del Movimento del nord di liberazione del Sudan (Splm-n). Le parti già concordi hanno dato loro del tempo per aderire, apponendo in seguito la propria firma.

Le autorità sperano così di rilanciare l'economia del paese attraverso la riduzione della spesa militare, che assorbe gran parte del bilancio nazionale.

Il Sudan è attualmente governato da un governo militare-civile, con elezioni possibili alla fine del 2022. Un cessate il fuoco tra le forze governative e i ribelli era in vigore dalla cacciata di al-Bashir.

Jonas Horner, analista del Sudan presso l'International Crisis Group, un think tank con sede a Bruxelles, ha definito l'accordo "un segnale estremamente significativo di progresso per la transizione del Sudan".

"Si tratta comunque di un processo ancora lontano dall'essere completo - sottolinea Horner - e l'accordo rappresenta solo un primo passo verso la pace, mentre rimangono ancora notevoli ostacoli alla sua attuazione. Il sostegno finanziario e diplomatico internazionale, o anche la pressione, se necessario, sarà imperativo per assicurarsi che le parti attuino l'accordo".

Malik Agar, capo del Movimento di liberazione del popolo sudanese-Nordche che fa parte dell'alleanza ribelle, ha chiesto l'impegno nazionale per il successo dell'accordo e il sostegno internazionale, in particolare attraverso contributi finanziari.

"Quello che abbiamo ottenuto attraverso difficili e lunghe trattative sarà infruttuoso se non ci saranno garanzie di attuazione", ha detto Agar.

L'accordo, secondo una bozza ottenuta dall'Associated Press, garantirebbe l'autonomia alle province meridionali del Nilo Blu, del Kordofan meridionale e del Kordofan occidentale. Le forze ribelli sarebbero integrate nelle forze armate del Sudan.