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Libano, il pressing di Macron. il Premier Adib: "Ora un Governo a tempo di record"

Il neo premier libanese Mustapha Adib
Il neo premier libanese Mustapha Adib   -   Diritti d'autore  Bilal Hussein/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Come un padre putativo e l'immagine è confortevole, ma anche come un mediano di razza che va in pressing e tiene alta la squadra, Emmenuel Macron è tornato in Libano per la seconda volta dopo l'esplosione che ha ucciso 190 persone, il 4 agosto scorso, al porto di Beirut.

Il presidente francese dispiega la sua forza di persuasione, e anche qualcosa di più, per chiedere riforme urgenti. Qualcosa è arrivato: lunedì è stato nominato il primo ministro. Si tratta di chiama Mustafa Adib, ambasciatore libanese in Germania, sunnita laureato in scienze politiche.

"Non spetta a me né approvarlo né denunciarlo. È in gioco la sovranità libanese - dice Macron - ma spetta a me fare in modo che sia davvero un governo di missione che nasca il più rapidamente possibile, per attuare le riforme, al servizio dei libanesi e dei libanesi".

L'impegno di Macron in Libano è stato sia apprezzato che criticato. In compenso sul nome del nuovo primo ministro Adib converge il consenso dei principali partiti libanesi: i cristiani del presidente della Repubblica Aoun, il movimento "Futuro" del leader sunnita già primo ministro Saad Hariri, gli sciiti di Hezbollah.

L'agenda di Macron continua questo martedì con un'altra visita ai quartieri devastati dall'esplosione e la sua partecipazione alla celebrazione dei 100 anni della nazione libanese.

Il nuovo Primo ministro del Libano

L'ambasciatore del Libano in Germania, Mustapha Adib, è stato nominato nuovo Primo Ministro del Paese.

Adib ha ricevuto l'appoggio dei principali gruppi parlamentari e ha potuto contare sull'investitura di quattro ex Primi Ministri che ne hanno sostenuto l'investitura in una dichiarazione congiunta prima delle consultazioni.

Secondo il sistema di condivisione del potere del Paese, la carica di primo ministro spetta ad un musulmano sunnita.

A coronamento della sua nomina, il nuovo Premier si è impegnato a formare in tempi record una squadra ministeriale composta da esperti, persone competenti e responsabili dell'attuazione delle tanto attese riforme.

"Il compito che ho accettato si basa sul fatto che tutte le forze politiche sono consapevoli della necessità di formare rapidamente un Governo, avviando le riforme, che partano da un accordo con il Fondo monetario internazionale", ha detto durante un discorso televisivo.

Adib ha conseguito il dottorato in Diritto e Dcienze politiche. In precedenza è stato consigliere dell'ex primo ministro Najib Mikati.

La nomina del nuovo Premier è arrivata poco prima del viaggio del Presidente francese, Emmanuel Macron, che visita il Paese per la seconda volta dopo l'esplosione del 4 agosto a Beirut che ha devastato interi quartieri della capitale, uccidendo almeno 190 persone e ferendone migliaia.

Rischio di crollo

La scorsa settimana il Ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha avvertito che la crisi economica e politica in Libano potrebbe causarne il crollo.

L'esplosione del 4 agosto è avvenuta nel contesto di una devastante crisi economica e sociale che molti critici sarebbe il risultato della corruzione dilagante e della cattiva gestione della classe dirigente.

Secondo un rapporto dell'Onu, più della metà dei cittadini del Paese vive in povertà.

Molti donatori internazionali hanno chiesto riforme governative e sostenuto le organizzazioni della società civile.

"Non firmeremo un assegno in bianco per un governo che non metterà in atto delle riforme - ha detto Le Drian in un'intervista a Rtl - il rischio oggi è la scomparsa del Libano".

Hussein Malla/AP
Operai al lavoro nel porto di Beirut dopo l'esplosione del 4 agostoHussein Malla/AP

La seconda visita di Macron dopo l'esplosione

Alcuni cittadini vedono la seconda visita di Macron nel Paese come un motivo di speranza.

Jaylane Nemlich, che lavora nel marketing degli eventi, ha detto che i libanesi sperano che Macron aiuti "il governo ad assumersi le proprie responsabilità e a garantire i nostri diritti fondamentali".

Ma stando agli esperti avrà poco margine di manovra per influenzare il sistema politico.

"Il sistema politico libanese così come è sancito dalla Costituzione - sottolinea Daher - impone passaggi obbligatori che Macron non può aggirare".

"In realtà questa visita è per lo più simbolica - continua Daher - Macron prenderà il tè con una famosa cantante libanese e pianterà un albero di cedro con i bambini. Incontrerà una classe politica che ha fatto pochi progressi dalla sua ultima visita".

I critici di Macron hanno detto che le sue azioni richiamano il colonialismo: il Libano è stato un protettorato francese fino al 1943 e la visita di Macron coinciderà anche con il 100° anniversario della designazione del Libano come protettorato transalpino il 1 settembre 1920.