ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Covid e la crisi della ristorazione: protesta in Toscana

Protesta dei ristoratori
Protesta dei ristoratori   -   Diritti d'autore  Ristoratori Toscana
Dimensioni di testo Aa Aa

Che il 22 agosto sia giornata nazionale dei ristoratori: è da un suicidio che parte la protesta ed è un suicidio a motivare la proposta. Perché il 22 agosto un ristoratore fiorentino, angosciato dalla crisi, si è tolto la vita all'interno del suo locale.

Nove giorni dopo, il sit-in organizzato davanti alla sede della Regione Toscana per lanciare rinnovati appelli alle istituzioni: il settore è in crisi e la fase più difficile sta per arrivare. Senza aiuti concreti, dicono, centinaia di esercizi non avranno alternative alla chiusura.

"Fino ad oggi nessuno ci ha ascoltati - denuncia Pasquale Naccari, portavoce di Ristoratori Toscana, l'associazione che ha organizzato la protesta -: gli unici che hanno provato a dare una mano sono le istituzioni comunali, concedendo per esempio i tavolini all'aperto. Ma per il resto nessun aiuto concreto è arrivato. E non siamo i soli a non aver avuto sostegni: tutto il commercio, ambulanti, tassisti, partite Iva".

Il sit-in di oggi

Il nostro portavoce, Pasquale Naccari, spiega i motivi della protesta

Publiée par Ristoratori Toscana sur Lundi 31 août 2020
Pasquale Nacccari, portavoce Ristoratori Toscana

Più flessibilità per l'accesso al credito, riduzione della Tasi almeno per il periodo dell'effettiva chiusura, cedolare secca per gli affitti, indennizzi per chiusure da quarantena, numero verde per assistere chi è in difficoltà... le richieste sono tante, molte indirizzate al governo, accusato di non aver dato seguito alle promesse; altre sono state consegnate all'assessore regionale.

La manifestazione, battezzata "abbandonati dalle istituzioni", ha visto impegnati un centinaio di imprenditori, in rappresentanza dei 15.000 iscritti all'associazione.

Sono stati raggiunti dai due principali candidati alle elezioni regionali: il governatore uscente, Eugenio Giani (PD) e Susanna Ceccardi (Lega), che hanno entrambi promesso attenzione alla categoria. La regione va al voto fra tre settimane, così come Puglia, Campania, Marche, Liguria, Veneto e Valle d'Aosta. Per i due candidati, al di là della solidarietà personale, la manifestazione è stata in pratica un atto formale di presenza, un momento politico impegnativo.

Naccari, dal canto suo, ha rilanciato l'appello a evitare strumentalizzazioni politiche della protesta.

E se la protesta toscana è legata a un evento tragico, rappresenta però la grave crisi del settore in tutta Italia: a luglio l'Istat confermava un calo del 64,2% per alberghi e ristorazione nel secondo trimestre, mentre per la sola ristorazione una stima della CNA sull'intero primo semestre di quest'anno denuncia un crollo del fatturato dai dieci miliardi del 2019 a tre. Una perdita del 70%, evidentemente accentuata dal periodo di chiusura totale. Ma non c'è stato il recupero sperato nemmeno dopo la riapertura, a causa delle regole di distanziamento ma anche perché i clienti non hanno ripreso le vecchie abitudini, non fidandosi o per ragioni meramente economiche. Ancora oggi c'è chi lamenta giornate con 2-3 clienti nel locale e redditi di giornata da 15-20 euro. Compensati da giornate più fortunate, soprattutto nel fine settimana, ma non abbastanza da allontanare la crisi.

E se agosto ha rappresentato una boccata d'ossigeno per le località di mare, grazie al turismo italiano, l'assenza dei turisti stranieri ha svuotato le città d'arte, dove la crisi del settore è particolarmente accentuata. Anche a Roma si parla di cali dell'80% per il mese di luglio.

Molti ristoratori stanno consumando il risparmio, altri, già indebitati, faticheranno ad arrivare alla fine dell'inverno, secondo le associazioni di categoria.