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Navalny: Mosca chiede a Berlino assistenza legale. Opposizione: "L'ha avvelenato il Cremlino"

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Alexey Navalny in una foto d'archivio
Alexey Navalny in una foto d'archivio   -   Diritti d'autore  AP Photo/Dmitri Lovetsky, File
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Mosca chiede aiuto a Berlino, per far luce sul caso del sospetto avvelenamento di Alexey Navalny. Il ministero della Giustizia tedesco ha ricevuto la richiesta della Procura Generale russa, per l'assistenza legale nel caso dell'oppositore, ricoverato in coma farmacologico all'ospedale Charité della capitale.

Nel frattempo, il Ministero dell'Interno russo ha fatto sapere che deciderà entro il 20 settembre se avviare o meno un procedimento penale.

Opposizione: "E' stato il Cremlino"

L'opposizione però è certa: Navalny è stato avvelenato e i mandanti si sa chi sono: "Per me è assolutamente ovvio e non ho paura di dirlo ad alta voce, che dietro l'avvelenamento ci sia proprio il Cremlino", dichiara l'avvocata e attivista dell'opposizione, Lyubov Sobol. "Perché? Perché nessun altro potrebbe farlo. Il veleno neuroparalitico è qualcosa che non si può comprare in farmacia e per questo motivo non indagheranno".

Il caso internazionale

I partner occidentali della Russia, tra cui Germania, Francia e Regno Unito, hanno richiesto un'indagine trasparente sull'avvelenamento di Navalny.

Il Cremlino ha suggerito invece di non trarre conclusioni affrettate, su quanto accaduto, finché non ci saranno prove che il dissidente abbia veramente ingerito del veleno.

Navalny si è sentito male il 20 agosto, durante un volo da Tomsk a Mosca. Dopo un atterraggio d'urgenza a Omsk, il politico è stato ricoverato in terapia intensiva presso l'ospedale della città siberiana.

Nonostante l'iniziale no dei medici russi, la famiglia è riuscita a far sì che il 44enne venisse trasportato in una clinica di Berlino, dove il personale sanitario ha confermato la tesi dell'avvelenamento. Tesi da sempre smentita da Mosca.