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L'España vacía, la Spagna desertica ripopolata dagli immigrati

L'España vacía, la Spagna desertica ripopolata dagli immigrati
Diritti d'autore Euronews
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Di Interviste di Carlos Marlasca
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Il nostro reportage a Torre del Burgo, in Guadalajara, dove il 90% degli abitanti sono stranieri. Gli immigrati hanno impedito che diventasse un paese fantasma

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La chiamano l'España vacía, la "Spagna vuota": è il cuore desertico, spopolato del Paese. Per la densità della sua popolazione, inferiore a otto abitanti per chilometro quadrato, è nota anche come la Lapponia del sud.

Entriamo a Torre del Burgo, piccolo centro della provincia di Guadalajara. L'arrivo degli immigrati ha impedito che diventasse un paese fantasma. Oggi conta circa 600 abitanti, di cui il 90% sono stranieri.

Ci accoglie Genoveva, romena, che racconta di una convivenza serena con persone di etnie differenti: "Ci ritroviamo sempre. Spesso faccio il barbecue con i miei vicini del Cameroon".

Tutte le persone che incontriamo sottolineano come la comunità, che conta circa una ventina di nazionalità, con la netta prevalenza di quella bulgara, sia molto unita nonostante le differenze culturali.

Flor, arrivata dal Cameroon tre anni fa con suo fratello, racconta che qui ha praticamente trovato una mamma spagnola, che le anche insegnato la lingua. E che in generale gli spagnoli sono un popolo accogliente.

Con il ripopolamento degli immigrati, Torre del Burgo è diventato il comune con più stranieri in Spagna. Il paese vive una seconda vita, sottolineano numerosi residenti spagnoli. "Siamo felici di vedere che c'è gente, quando incrociamo cinesi o africani siamo contenti", dice un'abitante.

Ma non è tutto rose e fiori. Questo centro, che conta solo un bar, offre pochi stimoli alle nuove generazioni. Non ci sono scuole e chi le frequenta in altre cittadine fa fatica a portare a termine gli studi.

Il sindaco Carlos Moreno non nasconde la sua amarezza: "Quando tornano a casa non c'è nessuno che possa aiutarli nei compiti, è facile che vadano male a scuola". La speranza è quella di ricevere maggiori aiuti dalle autorità regionali per iniziative sociali, come richiesto da tempo.

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