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Covid in Europa: allarme casi in Francia, in Italia preoccupano gli hotspot

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Una dottoressa, che lotta contro il Covid, gioca con una bambina
Una dottoressa, che lotta contro il Covid, gioca con una bambina   -   Diritti d'autore  AP Photo/Emilio Morenatti
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Il coronavirus continua a circolare in Europa. In Francia, dove sono stati registrati 1.397 nuovi casi nelle ultime 24 ore, la situazione sta peggiorando, secondo il premier Jean Castex, che chiede ai prefetti di prendere misure preventive, come l'obbligo della mascherina anche all'aperto, come già stabilito in diverse città dell'esagono.

"Negli ultimi giorni la situazione si è degradata - ha detto -. Da due settimane la situazione epidemiologica che stiamo sorvegliando da vicino si evolve nella direzione sbagliata".

Il Primo Ministro ha annunciato anche la proroga fino al 30 ottobre del divieto di eventi che coinvolgono più di 5.000 persone, che in precedenza scadeva a settembre.

In Italia preoccupano i focolai nei centri di accoglienza

Salgono ancora, anche se leggermente, i contagi in Italia: 412 nell'ultima giornata (contro i 259 di lunedì). I maggiori incrementi si registrano in Sicilia (+89), Lombardia (+68) e Veneto (+65). A preoccupare maggiormente nella penisola sono i focolai sviluppatisi nei centri di accoglienza per migranti. In quello di Treviso sono 246 positivi su 293 ospiti. Sono invece saliti a 73 i migranti posti in quarantena perché positivi al tampone nell'hotspot di Pozzallo, dove lunedì prossimo arriveranno 90 militari a vigilare.

Nel frattempo, il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca ha annunciato che "a tutti i cittadini residenti in Campania che facciano rientro da vacanze all'estero, con tratte dirette o attraverso scali o soste intermedie nel territorio nazionale, è fatto obbligo di segnalarsi alla competente ASL per essere sottoposti a test sierologici e/o tamponi".

In Puglia scatta invece l'obbligo di quarantena per chi rientra da Grecia, Spagna e Malta e in Emilia Romagna, quello di tampone per chi arriva dagli stessi tre Paesi e dalla Croazia.

Seconda ondata in Grecia

In terra ellenica via alle restrizioni: vietati gli eventi in piedi, limitazioni per bar e ristoranti, mentre da lunedì prossimo, i turisti belgi, cechi, olandesi, spagnoli e svedesi dovranno presentare un test negativo effettuato 72 ore prima dell’arrivo. Sì, perché in Grecia, si parla già di seconda ondata: "Possiamo dire che la Grecia è entrata formalmente in una seconda ondata di epidemia. Questo è il punto in cui potremmo vincere o perdere la battaglia", ha detto Gkikas Magiorkinis, assistente professore di epidemiologia all’università di Atene e nel team di esperti consiglieri del governo.