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Quei pericolosi selfie "artistici": a farne le spese è Paolina Bonaparte, la sorella di Napoleone

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L'incauto selfie. Chiamiamolo così...
L'incauto selfie. Chiamiamolo così...   -   Diritti d'autore  Carabinieri di Treviso
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Povera Paolina Borghese, la sorella di Napoleone: un turista austriaco le mozza l'alluce e altre due dita del piede.
E solo per farsi un selfie...

Dopo la foto, si è alzato malamente, danneggiando la scultura denominata "Paolina Borghese come Venere Vincitrice)", realizzata dallo scultore Antonio Canova (1757-1822), tra il 1804 e il 1808. Poi, facendo finta di niente, si è allontanato.

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Un particolare dei danni al piede di Paolina Borghese.Grafica Euronews

La fragilità delle opere d'arte

Quando successo alla Museo Gypsotecha "Antonio Canova" di Possegno, in provincia di Treviso, evidenzia la fragilità delle opere d'arte al cospetto di visitatori perlomeno sbadati, diciamo cosi.

Fuggito alla chetichella, I filmati a circuito chiuso hanno esposto il 50enne austriaco, residente a Aistersheim, ad una figuraccia mondiale.

I carabinieri di Pieve del Grappa hanno stabilito che quella persona ripresa faceva parte di un gruppo di turisti austriaci che aveva regolarmente prenotato la visita alla collezione di gessi dello scultore neoclassico Antonio Canova.

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La statua di Paolina Borghese.Grafica Euronews

Proprio da quel messaggio di prenotazione, i militari hanno contattato la donna che aveva fissato la visita per una decina di persone, spiegandole, con un interprete, la gravità del danno.

A quel punto, in lacrime e presa dalla disperazione, la donna ha riferito che l'autore dello scempio era il marito, aggiungendo che era intenzione del consorte spiegare l'accaduto, scusarsi e rendersi disponibile ad affrontare le conseguenze delle sue azioni e dunque a pagare i danni.

E così, alcune ore dopo, alla caserma dell'Arma di Pieve del Grappa è arrivato per email un accorato messaggio con cui l'uomo trasmetteva le sue generalità e la foto della propria carta d'identità, confermando i fatti così come ricostruiti dalle indagini, assumendosi totalmente la responsabilità, consapevole delle conseguenze che lo attendono.

➡️ Il sito ufficiale del Museo Gypsotheca

"Pago tutto io"

Il turista ha promesso di voler risarcire interamente il costo del restauro dell'opera.
"Pago tutto io!", avrebbe detto.

Il danno non è stato ancora quantificato dalla direzione della Gypsotheca, che sta attendendo i restauratori, ma non dovrebbe essere di grande entità.
La statua, stranamente senza una filo di protezione, contribuisce a fornire l'immagine completa dell'arte e della vita di Canova: oltre ai calchi in gesso che servivano nella fase preparatoria delle sculture definitive in marmo esposte tutto il mondo, nel museo sono custoditi i dipinti a olio e a tempera, i disegni, le memorie, i vestiti, gli strumenti di lavoro, i libri.

Nonostante abbia promesso di accollarsi le spese di restauro, al turista austriaco arriverà comunque una denuncia da parte della giustizia italiana.

E speriamo che al prossimo selfie "artistico" stia decisamente più attento...

Risorse addizionali per questo articolo • Repubblica