Mario Monti: in queste condizioni l'Italia è destinata a scomparire

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Diritti d'autore Alessandra Tarantino/AP
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Di Alberto De FilippisMichele Carlino
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E sui partiti afferma: "la smettano, sono loro il principale fattore di peso e di blocco del paese"

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La crisi economica aggravata dalla pandemia registra il paradosso di governi liberali impegnati in politiche neo-keynesiane.

Come cambierà l'approccio economico nel dopo-covid? La spesa pubblica smetterà di essere vista come la "madre di tutti i problemi"? Lo abbiamo chiesto a Mario Monti, economista, poltico, in passato commissario europeo ed ex primo ministro in Italia.

"Si dovrà tornare a politiche più attente al budget senza l'esasperazione che c'era anni fa. Adesso la Commissione europea come sappiamo ha sospeso l'applicazione del patto di stabilità e di crescita, ma dovrà tornare a qualche tipo di regola di bilancio. Io penso che tornerà riformata, cioé con un maggiore ruolo per la spesa di investimento pubblico, quindi dobbiamo aspettarci in futuro che non sia permanente e definitivo un aumento della spesa pubblica e dei disavanzi come adesso è necessario a causa della pandemia. Su quanta larghezza in futuro ci si potrà permettere nel medio-lungo periodo in Europa dipenderà moltissimo dal fatto se i paesi principali beneficiari di questi fondi, tra cui l'Italia, ne faranno un buon uso o no. È quindi essenziale anche per l'orientamento futuro delle politiche europee che l'Italia faccia un uso tempestivo ed efficace di questi nuovi fondi che verranno. Che siano sovvenzioni o prestiti. E non come ha fatto tante volte".

E sui partiti afferma: "La smettano, sono loro il principale fattore di peso e di blocco del paese"

Gli scenari economici che si preparano per le generazioni future potrebbero rivelare sgradite sorprese. Secondo lei questo pericolo è preso in considerazione dalla politica dei paesi europei? Che futuro per i 40/50enni, ad esempio, la cosiddetta "generazione perduta"?

"Vedo un futuro non bello per la generazione dei 40/50 enni e di tutti gli italiani. Bisogna fare una riflessione fondamentale in tempi brevi se ll'italia è un paese che vuole sparire come sembra desinato a fare se continuano queste tendenze".

"Bisogna fare una riflessione fondamentale in tempi brevi, e capire se l'Italia è un paese che vuole sparire - come sembra a lungo termine sia destinato a fare se continuano queste tendenze di riduzione della popolazione - o se sia un paese che vuole rigenerarsi, quindi generare più figli, riuscire a trattenere gli italiani piu qualificati che oggi emigrano per trovare lavoro all'altezza delle loro aspettative, accettare quantità maggiori di immigrati anche per contribuire nel tempo a far fronte agli oneri delle pensioni degli italiani anziani. C'è da ripensare il paese per non condannare una generazione e tutto il paese (quella dei 40/50enni)".

"Ma questo signiflca anche che la politica e i partiti devono diventare un fattore coadiuvante dell'Italia e dello sviiluppo e non il principale fattore di peso, di blocco delle decisioni, di distorsione delle decisioni e di scelte puramente elettoralistiche nel breve periodo, anziché prendere decisioni sul medio e lungo periodo per il bene del paese".

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