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Unione europea: accordo al vertice sul fondo per la ripresa, 209 miliardi per l'Italia

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EU Summit   -   Diritti d'autore  Stephanie Lecocq/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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A coronamento di un negoziato durato quattro giorni e quattro notti, i leader europei hanno raggiunto un accordo al vertice Ue sul fondo ripresa, il Recovery Fund, e sul prossimo budget dell'Unione europea da 1.820 miliardi di euro (qui il documento finale in italiano).

Ad annunciarlo è il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

Lo conferma anche il Presidente transalpino, Macron, il quale twitta: "Giornata storica per l'Europa!".

Il Recovery Fund ha una dotazione di 750 miliardi di euro (209 quelli per l'Italia), di cui 390 miliardi di sussidi e 360 miliardi di prestiti.

Il bilancio è stato invece fissato a 1.074 miliardi.

La proposta iniziale era di 500 miliardi in sussidi e 250 miliardi in prestiti.

I Paesi più oculati, il gruppo dei "frugali" , hanno ottenuto di aumentare quest'ultima somma portandola a 360 miliardi.

L'Italia sarà la più importante beneficiaria dei sussidi europei, seguita dalla Spagna. Altro punto da chiarire resta lo strumento di controllo sulle somme prestate.

Il diritto di veto preteso da Mark Rutte non è passato: l’approvazione dei piani presentati dai singoli Paesi sarà espressa a maggioranza e non all’unanimità. Ma un singolo Paese potrà chiedere l’intervento del Consiglio per bloccare l’esborso se riterrà che le riforme non puntano agli obiettivi prestabiliti.

Quello appena concluso è stato uno dei vertici più lunghi nella storia dell'Unione europea. Inizialmente si sarebbe dovuto concludere sabato ma i leader hanno dovuto prolungare la loro permanenza a Bruxelles fino a martedì mattina. È stato fatto un paragone con il summit di Nizza nel 2000 quando per quattro giorni di fila si discusse di cambiamento ai trattati e allargamento dell'Unione: durò dalle 9.45 del giovedì mattina fino alle 5.30 del mattino del lunedì successivo.

Le reazioni dei protagonisti

"Questo è un buon accordo, un accordo forte - dice il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel- e soprattutto questo è l'accordo giusto per l'Europa in questo momento".

"Abbiamo compiuto un passo storico di cui possiamo essere tutti orgogliosi, ma un passo successivo è davanti a noi - afferma invece Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea - prima di tutto dobbiamo lavorare con il Parlamento europeo per raggiungere un accordo, abbiamo molto lavoro davanti a noi ma questo è un grande passo avanti verso la ripresa".

"In quest'occasione siamo riusciti a cambiare una cosa fondamentale - afferma Emmanuel Macron, presidente francese - insieme, sulla base delle nostre iniziative, vale a dire prendere prestiti congiuntamente e avere meccanismi reali di solidarietà di bilancio, che non esistevano prima".

Stephanie Lecocq/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Il cancelliere austriaco Kurz si è detto soddisfatto per il buon risultato e si è congratulato con i colleghi del gruppo dei "frugali".I cinque Paesi hanno ottenuto anche un aumento dei loro rebates, gli sconti ai versamenti al Bilancio comune 2021-2027.

L'Italia, segnalano i media nostrani, limita i danni e perde 3,8 miliardi di aiuti diretti, con l'asticella a 81,4. Guadagna invece 38 miliardi di prestiti.

Un altro punto critico dei negoziati è stato il dibattito sullo stato di diritto. Alcuni Paesi volevano vincolare l'esborso dei fondi di aiuto europei a più stringenti condizioni di rispetto dell'indipendenza della magistratura, della libertà di stampa e dei diritti fondamentali dei più deboli. L'accordo finale, a detta degli esperti, è stato però "annacquato", e ci si limita a ricordare che il Consiglio dell'UE "sottolinea l'importanza del rispetto dello stato di diritto".

Un vertice che lascerà cicatrici

Durante il vertice ci sono stati momenti di tensione nelle discussioni. Al centro dello scacchiere ha fatto le sue mosse il Primo Ministro olandese, che è stato soprannominato "Mr No" durante le fasi negoziali.

Nonostante il buon esito delle discussioni, gli analisti suggeriscono che ferite politiche di questo vertice potrebbero essere profonde.

"Sono più pessimista rispetto all'atmosfera che si respirerà dopo", dice Eric Maurice, capo della Fondazione Robert Schuman di Bruxelles. Secondo Maurice, altre crisi seguiranno. "Vediamo che ad ogni nuova crisi è molto più difficile essere sulla stessa lunghezza (d'onda), tra Paesi del nord e del Sud, dell'Est e dell'Ovest, grandi e piccoli".

L'atmosfera tossica di queste discussioni ha mostrato un livello di sfiducia senza precedenti tra gli attuali leader UE, creando spaccature che potrebbero richiedere più tempo del necessario per guarire.