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Baltic Pipe: al via anche in Polonia i lavori per il gasdotto strategico cofinanziato dall'Ue

Baltic Pipe: al via anche in Polonia i lavori per il gasdotto strategico cofinanziato dall'Ue
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La nuova linea collegherà Norvegia e Polonia, passando per Danimarca e Svezia. Un progetto strategico per Varsavia, da decenni legata alla dipendenza dal gas russo

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Tra qualche mese il porto di Świnoujście, in Polonia, diventerà uno degli snodi strategici del Baltic Pipe, gasdotto che collegherà Norvegia e Polonia passando per Danimarca e Svezia, dove i lavori sono già in fase avanzata.

Presto i lavori di costruzione cominceranno anche qui. Ad occuparsene sarà l'azienda pubblica Gaz-System. Il gasdotto fornirà alla Polonia un'alternativa alla sua storica dipendenza dal gas russo.

"La fase di progettazione è terminata, così come quella per ottenere i permessi e le licenze edilizie - ha detto Tomasz Stepien, presidente di Gaz-System - il progetto Baltic Pipe sta entrando nella fase di implementazione. Abbiamo tutti i finanziamenti per il progetto. Sarà scavato un tunnel sul fondo del mare. I lavori saranno eseguiti quest'anno".

Un progetto che rappresenta una svolta per la Polonia. Baltic Pipe è un progetto di importanza strategica per il paese, strettamente legato alla Russia in termini di forniture di gas. Una dipendenza, quella dal gas russo, che risale alla fine degli anni '40: nel 2017 la Russia ha fornito alla Polonia il %54 delle forniture totali di gas.

"Per avere un'alternativa - sottolinea Wojciech Jakobic, analista di Biznes Alert - dobbiamo ultimare il Baltic Pipeline entro nel 2022, quando scadrà il contratto di fornitura con Gazprom".

La costruzione del gasdotto è stata cofinanziata dall'Unione europea, che l'ha inserito tra i progetti di interesse comune. Se non ci saranno ritardi il gasdotto entrerà in funzione a ottobre 2022.

"L'Unione europea  - dice Beata Warda, un'esperta che lavora per l'Università di Varsavia - è coinvolta nel progetto perché la strategia generale è quella di trasformare la Polonia in un energetico per l'Europa centrale e di creare il maggior numero possibile di collegamenti con i paesi baltici e quelli del sud".

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