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Covid-19: allarme a Pechino, in aumento il numero dei positivi

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Covid-19: allarme a Pechino, in aumento il numero dei positivi
Diritti d'autore  Andy Wong/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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I nuovi casi a Pechino

Adesso è allarme Covid a Pechino, altre dieci aree residenziali sono state messe in quarantena a nella capitale cinese, che ha registrato 36 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. (Lo stesso numero nel giorno precedente). Il totale dei casi negli ultimi giorni arriva così a un’ottantina.

Test a tappeto, testate tutte le persone che dal 30 maggio hanno visitato il mercato alimentare di Pechino all'origine del nuovo focolaio e chiusure sistematiche per scongiurare un nuovo propagarsi dell'epidemia e un nuovo lockdown cinesi.

Si tratta del maggior numero di casi giornalieri in cina da due mesi a questa parte e getta ombre scure sull'Europa nel giorno in cui il Vecchio continente riapre le sue frontiere esterne.

Il nuovo focolaio in Cina è emerso la scorsa settimana nel grande marcato alimentare di Xinfadi, il più grande ingrosso ortofrutticolo di Pechino e malgrado i messaggi di apparente tranquillità del governo, che continua a sostenere il focolaio sotto controllo, i numeri continuano a crescere, così come allarme e apprensione.

La vice premier Sun Chunlan ha detto che la capitale sta facendo fronte al rischio di ulteriore diffusione. E il timore di una seconda ondata in Cina è più che palpabile, a cominciare dalle Borse asiatiche che lunedì mattina hanno aperto in moderato negativo.

Cadono le prime teste: è stato annunciato lunedì mattina il licenziamento di tre funzionari considerati responsabili: il manager del mercato di Xinfadi, il vice direttore del quartiere di Fengtai, dove il mercato si trova, e il capo del Partito della comunità residenziale di Huaxiang, sempre in quella zona, unica area del Paese che in questo momento è al massimo livello di allarme sanitario.

Per precauzione, la capitale ha di nuovo sospeso gli eventi sportivi, bloccato l’arrivo di turisti e rimandato l’apertura di asili e scuole elementari.

Ombre scure sull'Europa che oggi riapre le sue frontiere esterne

L'allarme cinese arriva nel giorno in cui l'Europa riapre le sue frontiere esterne.

Oltremanica riaprono tutte le attività commerciali e il premier Boris Johnson invita a ritornare alla vita di prima ma rispettando le misure di sicurezza. La distanza in modo particolare:

" A patire da due metri possiamo parlare di distanza sicura. Sarà meno importante una volta che l'epidemia sarà superata. Quello che di certo non voglio è buttare via lo sfprzo fatto dai britannici nel combattere il covid in queste settimane".

In Francia non ci sono regioni più a rischio di altre, mentre la riapertura dell'economia ha subito una brusca accelerata.

Gli assembramenti sono ancora vietati, e a Parigi, sorvegliata speciale all'indomani della riapertura del 2 giugno, si resta ancora cauti.

In Spagna il primo weekend da spiaggia ha visto l'assalto degli arenili. A Barcellona è intervenuta la polizia per vigilare sugli accessi ai bagni.

Scenari diversi invece a Petra, la città patrimonio dell'umanità della Giordania, ancora vuota e silenziosa come si vede se cliccate il video qui sopra.