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Mascherine in tessuto, sì o no? Gli scienziati britannici divisi sulla loro efficacia

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Britannici che indossano diverse protezioni per il viso, contro l'epidemia di coronavirus, nell'area di Southall a Londra
Britannici che indossano diverse protezioni per il viso, contro l'epidemia di coronavirus, nell'area di Southall a Londra   -   Diritti d'autore  AP Photo/Frank Augstein
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Da questo lunedì anche in Regno Unito si allentano le misure restrittive, con l’apertura ad esempio delle attività commerciali non essenziali, ma sarà anche obbligatorio indossare la mascherina sui mezzi pubblici.

Nonostante l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ora raccomandi, se possibile, mascherine a tre strati - con uno strato esterno impermeabile e uno interno traspirante - il governo britannico non ha stabilito come debbano essere realizzate, perché siano veramente efficaci. E gli scienziati d'oltre Manica continuano a essere divisi in merito. Sin dall'inizio della pandemia ha tenuto banco il dibattito sui pro e i contro dell'uso di dispositivi "non medici", come le mascherine in tessuto "fai da te" o prodotte da esperti del settore tessile.

Alcuni sostengono che l'uso prolungato di mascherine in tessuto possa provocare infezioni batteriche, come la MRSA (infezione da stafilococco) o indurre le persone ad abbassare la guardia, pensando di non poter essere contagiate.

AP Photo/Rebecca Blackwell
Mascherine in tessuto lavabile, in vendita per le strade di Città del MessicoAP Photo/Rebecca Blackwell

Scienziati divisi

Per molti, tra i quali Simon Clarke, professore associato in microbiologia cellulare all'Università di Reading, l'uso sicuro delle mascherine - in particolare quelle in tessuto - richiede elevati standard di igiene, oltre che la conoscenza dei loro difetti. "Se prendessi un pezzo di questa camicia e me la mettessi davanti alla bocca e poi le starnutissi addosso, pensa davvero che questo la proteggerebbe? Quanto si sentono al sicuro le persone?", spiega Clarke. "Chiunque dovrebbe chiedersi se si sentirebbe al sicuro in coda al supermercato - anche a due metri di distanza -, in piedi accanto a qualcuno con il Covid-19, che tossisce e sputa ovunque e che pensa di essere protetto perché indossa una mascherina, non rischiando quindi di contagiare gli altri".

Ma non tutti condividono quest'idea. E' il caso della professoressa di servizi sanitari di assistenza primaria all'Università di Oxford, Trish Greenhalgh (che, per la cronaca, usa mascherine in tessute nella vita - post pandemia - di tutti i giorni): "Indossando le mascherine, statisticamente riusciamo a ridurre il rischio che il virus si diffonda tra la popolazione. Quando si è in coda in un supermercato, invece di mille particelle che galleggiano nell'aria, ce ne sono solo una decina e quindi riduciamo parecchio la trasmissione del virus".

L'unica cosa che mette tutti d'accordo è che le mascherine devono aderire perfettamente al viso, passando sopra il naso e sotto il mento.