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Perché il turismo del Cammino di Santiago si riprenderà presto

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Perché il turismo del Cammino di Santiago si riprenderà presto
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L'andamento a "V" del Cammino di Santiago. No, non sono montagne russe per i pellegrini, ma è la tendenza dell'economia turistica dopo il covid.

La Cattedrale di San Giacomo, traguardo podistico spirituale del mitico itinerario, riaprirà a luglio dopo il confinamento.

Sarà un'apertura dimessa, tra dubbi e paure. E poi le casse sono state duramente colpite, anche se il santo, deve averne viste di pestilenze nella sua lunga carriera totemica, dal lontano IX secolo della nostra era.

C'è stato evidentemente un crollo degli utili turistici legati al pellegrinaggio per locande e affini medievaleggianti, abituati agli anni di grazia con centinaia di migliaia di persone pronte a mettere alla prova la tempra di anime e suole.

La locandiera Pilar Muñoz è preoccupata:

"noi, abituati a ricevere pellegrini a partire da marzo, e quest'anno proprio a marzo abbiamo dovuto chiudere. Per noi è stato un colpo al cuore".

Difficile fare previsioni. Ma ci si aspetta un'impennata immediata nel 2021, anno giacobeo. Ossia un anno in cui il giorno di Santiago cade di domenica. E questi, generalmente sono anni di abbondanza.

Non so ancora, perché magari invece di quattro persone ne potremo ospitare solo due.

Il nostro dovere è occuparci di quel che resta del pellegrinaggio di quest'anno. Sappiamo che è una questione economica, ma cerchiamo di mantenere anche l'aspetto spirituale, entrando nel 2021 che è un anno giacobeo con vigore.

L'anno scorso i pellegrini che hanno affolato le arterie giacobee, provenienti da Spagna e resto dell'Europa sono stati 20 mila in più che nel 2018.

Tra i più numerosi spiccano gli italiani, assieme a giapponesi, tedeschi, giapponesi e statunitensi.