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La BCE prolunga e rafforza il programma d'emergenza: altri 600 miliardi per il riacquisto del debito

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Banca Centrale Europea
Banca Centrale Europea   -   Diritti d'autore  Michael Probst/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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La Banca Centrale Europea ha prolungato fino all'estate 2021 il suo programma d'emergenza contro le conseguenze del Covid. Aggiunge altri 600 miliardi ai 750 già deliberati a fine marzo, per il riacquisto di titoli di debito pubblico e privato.

Il PEPP, o Pandemic Emergency Purchase Program, ammonta quindi in totale a 1.350 miliardi e nel marzo scorso la BCE aveva precisato che il programma avrebbe incluso anche il debito greco e "i commercial paper non bancari, ossia le cambiali con cui si finanziano molte imprese".

La durata inizialmente prevista era "almeno fino a fine anno", ma si dava già per scontato che sarebbe stata prolungata, anche perché dopo Christine Lagarde aveva precisato che sarebbe stato fatto tutto il necessario: "non ci sono limiti", aveva precisato la presidente della Banca Centrale, con un immediato effetto calmierante sui mercati.

Una sorpresa per gran parte degli investitori, visto che le previsioni medie raccolte dalla Bloomberg indicavano un aumento di 500 miliardi tenendo conto del fatto che la Commissione europea ha lanciato un vasto programma di stimolo di bilancio. Se, poi, da un lato, la Bce ha lasciato invariati i tassi (a -0,50% quello sui depositi e a zero quello sui rifinanziamenti principali), dall'altra c'è l'impegno a reinvestire i titoli man mano che arriveranno a scadenza.

Pil 2020 -12,6% in scenario grave e -5,9% in scenario mite

I tecnici della Bce hanno elaborato tre diversi scenari previsionali, nell'aggiornamento pubblicato su Pil e inflazione dell'area euro del triennio in corso. Nello scenario di base il Pil 2020 subirebbe un meno 8,7%, con un rimbalzo del 5,2% nel 2021 e un ulteriore più 3,3% nel 2022. C'è poi uno scenario "grave", in cui invece la caduta del Pil 2020 sarebbe del meno 12,6%, a cui seguirebbe un più 3,3% nel 2021 e più 3,8% nel 2022.

C'è però anche uno scenario "mite", in cui la caduta del Pil 2020 si limiterebbe al meno 5,9%, con un rimbalzo del 6,8% nel 2021 e un più 2,2% nel 2022.

Gravi perdite lavoro e redditi, ora tiepido miglioramento

I dati giunti nelle ultime settimane "confermano che l'area euro sta assistendo a una contrazione economica senza precedenti, con forti perdite di lavoro e reddito che hanno portato a cadute significative di spese per consumi e investimenti", ha affermato Christine Lagarde. Ci sono stati "alcuni segni di risalita" post minimi, "ma finora il miglioramento è tiepido".

Rimbalzo previsto nel terzo trimestre

La Bce sottolinea che l'economia dell'Eurozona nel secondo trimestre ha registrato una "contrazione senza precedenti" prima che arrivasse il "sostegno cruciale offerto dalla politica fiscale e monetaria".

Francoforte si attende che un rimbalzo dell'economia dell'area euro "inizierà nel terzo trimestre", anche se l'entità del rimbalzo resta "molto incerta". La Lagarde ha anche sostenuto che alcuni ritengono che la crisi avrebbe "toccato il fondo a maggio".

Evitare la deflazione

La Bce ha tagliato le stime sull'inflazione dell'Eurozona che nel 2020 si posizionerà allo 0,3%, nel 2021 allo 0,8% mentre nel 2022 salirà all'1,3%.

"Abbiamo discusso di deflazione", che consideriamo un "elemento centrale" del nostro scenario macroeconomico e in base al quale "misuriamo la stabilità dei prezzi". Lo ha detto il presidente della Bce, la quale ha ricordato che "non siamo vicini al target del 2%".

"Per questo - spiega - abbiamo deciso di usare nel modo più flessibile tutti gli strumenti a nostra disposizione".

Acquisti junk bond? "Misure appropriate"

La Bce si lascia le opzioni aperte sull'ipotesi di estendere i suoi piani di acquisti di titoli a emissioni con rating sotto il livello investment grade (spesso chiamati junck bond). Formalmente ad oggi il Consiglio direttivo "non ha discusso" la questione, ha affermato la presidente Christine Lagarde al termine del direttorio. Tuttavia sembra trattarsi di una posizione formale volta a evitare quelle che la stessa Lagarde ha chiamato "profezie che si autoavverano".

Italia: da Bei e Cdp 1,5 miliardi per le Pmi italiane

Un miliardo e mezzo di euro per le Pmi italiane a tassi vantaggiosi e a lunga durata per fare fronte all'emergenza del Covid-19: è il contenuto dell'accordo tra la Banca europea per gli investimenti (Bei) e la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp).

All'intesa farà seguito un accordo tra Cdp e Abi per consentire alle banche di concedere tempestivamente i finanziamenti alle imprese. A beneficiare dei fondi, resi disponibili tramite la 'Piattaforma imprese' di Cdp, saranno circa 6mila aziende italiane tra Pmi, Midcap e Reti d'imprese attive in tutti i settori.

L'importo medio dei prestiti è stimato in 250mila euro per ogni progetto sostenuto e i tempi di restituzione potranno arrivare anche a 10 anni. I progetti d'investimento messi a punto dalle aziende potranno riguardare sia esigenze di liquidità determinate dalla crisi, sia investimenti pluriennali.