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Chi è Adama Traoré, il George Floyd francese

Chi è Adama Traoré, il George Floyd francese
Diritti d'autore  KENZO TRIBOUILLARD/AFP
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A Parigi, diverse migliaia di persone si sono riunite martedì 2 giugno per chiedere giustizia per Adama Traoré, un 24enne nero morto mentre era in custodia. Ma chi è Adama Traoré?

E' il 19 luglio 2016. In questa calda giornata, Adama Traoré sfugge a un primo fermo, prima di essere arrestato alla fine di un inseguimento. Muore due ore dopo, nella caserma di Persan, in Val d'Oise (dipartimento della regione dell’Île-de-France).

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Le candele davanti al municipio di Beaumont-sur-Oise formano la scritta "Giustizia per Adama", 22 novembre 2016CHRISTOPHE ARCHAMBAULT/AFP

Né testimoni né video riportano la scena, nota solo attraverso le testimonianze dei tre gendarmi e le conclusioni di autopsie e altre analisi di medici ed esperti. I gendarmi avrebbero messo a terra Traoré per neutralizzarlo. Negano di aver usato questa tecnica di arresto.

Da allora, questo caso, che è diventato un simbolo della violenza della polizia in Francia, soprattutto contro gli immigrati, è diventato una battaglia tra esperti legali e medici scelti dalla famiglia Traoré.

2016, autopsia e contro-autopsia si contraddicono a vicenda

Sin dai primi giorni dopo l'indagine, si capisce che sarà difficile stabilire la verità di quanto accaduto con certezza. Le notti successive scoppiano delle rivolte nella Val d'Oise, il dipartimento della periferia parigina da cui proveniva Adama Traoré.

Il patologo forense che esegue la prima autopsia non trova alcuna prova di violenza e rileva una "sindrome da asfissia" e "lesioni infettive", in particolare nei polmoni e nel fegato, senza essere in grado di identificare la "causa immediata" della morte.

Michel Euler/AP Photo
Dimostranti davanti al Tribunal de Grande Instance di Parigi, il 2 giugno 2020Michel Euler/AP Photo

All'epoca, dopo diverse notti di violenza urbana, il procuratore di Pontoise, Yves Jannier, parla di "un'infezione molto grave", "che colpisce diversi organi", ma non di asfissia. Una settimana dopo, una contro-autopsia effettuata da un collegio di esperti spazzato via la possibilità di un'infezione e conferma che si tratta di una "sindrome asfittica", da confermare con un esame anatomopatologico.

Il pubblico ministero viene accusato di aver deliberatamente mentito, di aver instillato diffidenza e di aver portato il rapido disorientamento del caso nelle mani dei giudici parigini.

Da quattro anni la famiglia Traoré cerca la verità

Tra il 2017 e il 2020, non meno di sei perizie e controperizie in totale sono ordinate da entrambe le parti insieme, senza che sia stata stabilita una risposta chiara: anamnesi o asfissia posizionale?

L'ultimo rapporto forense, presentato il 29 maggio 2020, realizzato da tre medici, conclude che "Adama Traoré non è morto per 'asfissia posizionale', ma per 'edema cardiogeno'", concludono i tre medici.

Senza essere categorici, ritengono che "la combinazione di sarcoidosi polmonare, malattia cardiaca ipertrofica e un tratto falciforme probabilmente hanno contribuito, in un contesto di intenso stress e sforzo fisico e con un'alta concentrazione di cannabis in corpo".

A questi risultati, alla fine di maggio, la famiglia Traoré risponde quattro giorni dopo, con una nuova perizia privata di un medico. Il medico ipotizza anche un edema, che ha attribuito a "asfissia posizionale indotta dalla placcatura ventrale", una tecnica di arresto che i gendarmi sostengono di non aver utilizzato.

Assa Traoré in prima linea

Dietro la mobilitazione contro la versione ufficiale delle autorità, solo una persona mantiene instancabilmente la fiamma accesa. Sin da subito, la sorella maggiore di Adama, Assa Traoré, denuncia un errore della polizia. Non ha mai smesso di cercare di far luce sulle cause della morte del fratello.

Assa ha partecipato alla creazione del collettivo "Verità e giustizia per Adama", che ha lanciato una manifestazione il 2 giugno, a sostegno dell'ultimo rapporto commissionato dalla famiglia e in contemporanea con le manifestazioni che stanno infiammando gli Stati Uniti per la morte, simile, troppo simile, di George Floyd.

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Un dimostrante con un cartello davanti al Tribunale di Parigi, con scritto "Adama Traoré e Black Lives Matter", il 2 giugno 2020.STEPHANE DE SAKUTIN/AFP