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Storie della resistenza sconosciuta che ha fatto l'Italia

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Storie della resistenza sconosciuta che ha fatto l'Italia
Diritti d'autore  Paolo Alberto Valenti
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La resistenza culminata il 25 aprile del 1945 con la sconfitta del nazifascismo resta una miniera di storie anche poco note. Nella primavera del 1945 le truppe anglo-americane sfondarono la linea Gotica fra La Spezia e Rimini (articolata lungo gli Appennini) dilagando nella Pianura Padana. L'insurrezione di Genova era già iniziata nella notte del 23 aprile e il comando alleato definì "A Wonderful Job!" l'azione dei partigiani genovesi a cui si era arresa l'intera guarnigione nazista di 30.000 uomini. Un'azione di questa portata resterà unica nella storia della seconda guerra mondiale. Poi ci sarebbe stata la liberazione di Torino e Milano, la fuga di Mussolini e l'esibizione del cadavere del dittatore a piazzale Loreto per scoraggiare chi voleva portare la nazione sull'orlo del suicidio definitivo proprio come Hitler sarebbe riuscito a fare con la Germania.

Giorni densi come anni

Giorni che passarono con l'intensità di anni in cui le donne e gli uomini che avrebbero vissuto la ricostruzione e il miracolo economico diventavano inconsapevoli protagonisti della svolta epocale. Una classe di persone che purtroppo il coronavirus sta finendo di decimare. Antifascisti come Curzio Ferri detto "Vulcano" che raggiunse i partigiani operativi fra Borgotaro e i Colli di Parma uno dei fortunati che non venne ucciso ma si portò a vita gli effetti di una granata tedesca in un mano. C'è la storia della professoressa Luisa Sturani Monti, nota autrice dell'Antologia della Resistenza che, sfollata nel Canavese a Berchiotto, frazione di Frassineto, con due figli piccolissimi non esitò a strappare dalle grinfie di un plotone di esecuzione tedesco il parroco locale accusato di aver nascosto i partigiani in chiesa.

La storia siamo noi

Milioni di vicende così, di storie di resistenza armata o disarmata che la festa della Liberazione 2020 dovrebbe evocare fuori dall'alienazione della retorica e da ogni ambiguità di redenzione della dittatura fallita.

La Liberazione non fu la guerra-lampo

La Liberazione comunque non fu istantanea. Ad essa contribuirono milioni di persone. Anche le brigate partigiane furono organismi multinazionali dove slavi, nordeuropei, disertori della Wehrmacht, attivisti politici dei partiti antifascisti si unirono con un solo scopo diventato capitale per il futuro del paese.

L'epopea del CIL

Va giustamente ricordato anche il Corpo Italiano di Liberazione che nacque dalla dissoluzione dell'esercito fascista strutturandosi in autentico Corpo d'Armata, ordinato su due complessi di forze di livello divisionale.

Disponeva della Divisione Paracadutisti "Nembo" (184^), riportata sul territorio nazionale dalla Sardegna, e di una unità di ordinata all'inglese su due brigate più i supporti che rispondeva direttamente al Comando del CIL.

Il leggendario reggimento Nembo

Il leggendario Reggimento Nembo fu protagonista di alcune azioni straordinarie come lo sminamento e la liberazione della Città di Chieti ma non solo. La battaglia di Filottrano che schiuse la risalita lungo la dorsale adriatica e poi la battaglia di Grizzano con la definitiva avanzata su Bologna e quindi l'appuntamento col 25 aprile. La tragica vicenda di un regime di avventura che contribuì a scrivere le pagine più infami della storia recente era ormai all'epilogo.