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Covid-19: in Svezia fortemente colpiti gli immigrati

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Covid-19: in Svezia fortemente colpiti gli immigrati
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L'esecutivo socialdemocratico svedese, ormai è noto, è pronto a prendere misure emergenziali per contenere il coronavirus. Intanto, nonostante le critiche arrivino da ogni dove, nel Paese la vita continua senza confinamento. Aperte le scuole e i ristoranti, mantenere la distanza sociale e le misure barriera, sono consigli.

Intanto i più colpiti dalla malattia sono gli stranieri, un gruppo di giovani chiamati "ambasciatori della gioventù", li aiuta. Si muovono alla periferia di Stoccolma, in quartieri come Jakobsberg, zone vulnerabili, difficili, dove non arrivano notizie e informazioni; il compito dell'ambasciatore della gioventù è quello di cercare di raggiungere i giovani che vivono in queste aree che non hanno neppure abbastanza rappresentanza.

Gli ambasciatori sono persone con un background multiculturale e conoscenza di lingue straniere. Lasciano volantini tradotti in diverse lingue, spiegano il da farsi e raccolgono istanze.

Senza il confinamento essere informati è fondamentale, anche se le differenze culturali pesano. Per alcune comunità straniere, per esempio, è inconcepibile non andare a trovare gli anziani nelle case di riposo, uno dei pochi divieti imposti in Svezia.

La malattia si diffonde veloce. Sono ormai oltre 1500 i morti da coronavirus in Svezia, 10 volte di più di quelli della vicina Norvegia. Ancora di più meno sono in Finlandia. I casi confermati di coronavirus in Svezia sono oltre 13mila, in Norvegia, circa 7mila.

La Svezia (Paese di circa 10 milioni di abitanti) ha adottato una generosa politica migratoria: negli ultimi anni sono circa 400mila gli stranieri giunti nel Paese scandinavo tramite asilo o ricongiungimento famigliare.