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Usa, stato d'allerta in tutti i 50 Stati dell'Unione

Usa, stato d'allerta in tutti i 50 Stati dell'Unione
Diritti d'autore  Wong Maye-E/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Negli Stati Uniti per il secondo giorno di fila sono in calo i morti per coronavirus, ieri 1514. Tuttavia il paese si conferma quello più colpito al mondo, con oltre mezzo milione di casi e 22.000 decessi. La situazione è particolarmente grave nello Stato di New York, dove si contano oltre 9.000 morti, dei quali 7.000 nella sola New York City. La drammatica testimonianza di un medico del Mt. Sinai Queens Hospital: "Sto trattando pazienti giovani e anziani, di tutte le età, vedo persone incredibilmente malate. Ora sto camminando in un reparto e forse sentite anche voi il suono dell'ossigeno, che viene pompato".

Uno scenario inquietante che forse si sarebbe potuto evitare se, come ha ribadito il virologo Anthony Fauci, le misure di isolamento fossero state prese per tempo.

E mentre anche negli Usa la Pasqua è stata celebrata ricorrendo a stratagemmi per somministrare le comunioni, come in Ohio, o con riti svolti in cattedrali deserte, come a New York, resta l'allarme per i focolai diffusi.

Nelle case di riposo statunitensi, secondo una stima, si sarebbero registrati oltre 2600 decessi per coronavirus, mentre in Florida almeno 38 persone si sono ammalate dopo aver partecipato a un affollato party sulla spiaggia ai primi di marzo: nonostante gli allarmi circolassero sui media locali, le autorità non vietarono l'iniziativa.

In tutti i 50 Stati dell'Unione è in vigore lo Stato di calamità, ed è la prima volta che accade nella storia degli Usa.