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Ecuador, 800 cadaveri recuperati nelle case di Guayaquil

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Ecuador, 800 cadaveri recuperati nelle case di Guayaquil
Diritti d'autore  AFP
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I corpi senza vita di quasi 800 persone sono stati recuperati dalle abitazioni di Guayaquil, in Ecuador. Le autorità spiegano che si tratta di tutte le persone decedute in città nelle due ultime settimane, ma non chiariscono quante tra loro siano morte per coronavirus

A Guayaquil nei giorni scorsi, numerosi cadaveri erano rimasti abbandonati per timore di contagi, tanto da indurre il governo a creare una task force della polizia per recuperarli. Secondo alcuni dati dall'inizio della crisi si sarebbero contate almeno 1400 vittime. Le rilevazioni ufficiali diffuse dal governo di Quito tuttavia registrano 7500 casi e 333 decessi.

Davanti ai cimiteri ci sono lunghe file di veicoli carichi di bare di cartone.

"Il numero (di corpi) che abbiamo recuperato dalle case con la forza speciale ha superato i 700", ha detto il capo della forza, Jorge Wated. Poco dopo, Wated ha scritto su Twitter che il numero di cadaveri recuperati era salito a 771, più altri 631 negli ospedali. Gli obitori sono pieni, e la gente muore di coronavirus da sola, a casa, o sul marciapiede.

E il peggio deve ancora venire: le autorità di questo Paese da 17,5 milioni di abitanti prevedono fino a 3.500 morti di Covid-19. La provincia di Guayas, di cui Guayaquil è il capoluogo, ospita il 73% dei casi confermati a livello nazionale dal 29 febbraio.

"Gli errori commessi non possono essere ripetuti", ha detto il vicepresidente Otto Sonnenholzner, originario della città di Guayaquil e responsabile della lotta del governo contro il virus. Su Twitter, il governo ha annunciato che l'esercito andrà porta a porta a Guayaquil per effettuare "test rapidi".

Il governo del presidente Lenin Moreno e le autorità locali hanno ammesso gravi lacune. Il sindaco Cynthia Viteri, lei stessa contagiata e ora guarita, ha scritto su Twitter:

"Vediamo i nostri morti cadere silenziosamente ogni giorno; sentiamo la vicina piangere per il suo parente morto (...) una donna incinta che non ha un ospedale dove possa partorire, e 100 persone sono morte perché non possono fare la dialisi. Qui non è crollato solo il sistema sanitario, ma anche i servizi funebri".