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Francia, Covid-19: medici e infermieri minacciati dai vicini di casa potranno denunciare

Francia, Covid-19: medici e infermieri minacciati dai vicini di casa potranno denunciare
Diritti d'autore  FRANCK FIFE/AFP
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La polizia francese richiama tutti all'ordine. Si moltiplicano le testimonianze del personale sanitario - infermieri, assistenti, medici, ma anche vigili del fuoco - minacciati da messaggi anonimi dei vicini di casa terrorizzati da una possibile contaminazione legata al Covid-19.

Su Twitter, la polizia nazionale ha spiegato che questi messaggi sono un crimine punibile con sei mesi di reclusione d duna multa da 7.500 euro.

La polizia ha quindi invitato le vittime a sporgere denuncia, specificando di fare una foto al foglietto intimidatorio e conservarlo per le indagini della polizia scientifica.

Nel dipartimento dell'Hérault, settimana scorsa, è stata aperta un'indagine preliminare: un'infermiera ha confessato di essere stata costretta a lasciare il suo appartamento a causa del mobbing del padrone di casa, il quale temeva fosse stata contagiata dal coronavirus.

La donna, 37 anni, occupava il piano terra di una casa nel villaggio di Montarnaud con la madre, il marito e i due figli, di 20 e 3 anni.

In un'intervista a La Gazette de Montpellier, l'infermiera ha spiegato che i proprietari, che vivono al piano di sopra, le avrebbero tagliato l'acqua calda, l'elettricità e la TV, facendo rumore la mattine presto per costringerla ad andarsene. Tutti i membri della famiglia hanno dovuto trasferirsi separatamente, in luoghi diversi.

Anche i vigili del fuoco dello stesso dipartimento hanno ricevuto minacce anonime.

COLÈRE ET INDIGNATION DES SAPEURS-POMPIERS DE L’HÉRAULT FACE À L’IMPENSABLE Le service départemental d’incendie et de...

Publiée par Sapeurs-Pompiers de l'Hérault - SDIS 34 sur Vendredi 3 avril 2020

"Fa rabbia"

Casi del genere si sono ripetuti nei Paesi Baschi, nell'Eure, a Tolosa, nella Saona e Loira e in Bretagna. Applauditi alle 20, si abusa di loro nelle cassette delle lettere o sui parabrezza delle auto.

"Sono arrabbiata", dice Lucille, un'infermiera di un ospedale della periferia di Parigi. "Stiamo mettendo la nostra vita a repentaglio per prenderci cura degli altri e veniamo trattati come appestati, non è tollerabile".

La trentenne, che al lavoro indossa maschera, guanti, occhiali e maglietta protettiva e ha le mani corrose dai continui lavaggi con sapone e gel idroalcolico, è infuriata per la stupidità di un anonimo che le ha lasciato un messaggio chiedendole di fare i bagagli e andarsene: "Sicuramente questa persona prende molte meno precauzioni di me".

Decisa a non lasciarsi intimidire, ha portato la lettera al sindaco, che ha rimesso la questione al procuratore. Ora c'è un'indagine in corso.

"La gente si sposta quando mi passa davanti, non sta a un metro di distanza da me, ma a quattro metri", dice Negete Bensaïd, infermiera liberale di Parigi. La 40enne riceve richieste dalla famiglia di smettere di lavorare, alcuni pazienti rifiutano di essere da lei visitati. "Non ho intenzione di nascondermi, ho dei pazienti da curare", dice.

Alcuni altri professionisti della salute rimuovono dal parabrezza dei veicoli il pass che identifica i professionisti della salute, onde evitare di ritrovarsi l'auto vandalizzata. In alcuni casi, dopo l'effrazione, sono state rubate attrezzature mediche.

"Anche se sono eventi che restano minoritari, sono comunque spaventosi", dice Patrick Chamboredon, presidente dell'Ordine Nazionale degli Infermieri che riunisce i 700mila membri della professione in Francia.