Il coronavirus rivela alla finanza internazionale che senza la salute pubblica crolla tutto

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Di Paolo Alberto Valenti
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Mentre la Cina tenta di tornare alla normalità e riapre le fabbriche il coronavirus rischia di mettere al tappeto per mesi i mercati di tutto il mondo

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Mentre le poderose catene di montaggio di Wuhan riprendono gli assemblaggi continua il terremoto finanziario del microscopico coronavirus.  Proprio lui, giunto dal regno infinitesimale, potrebbe  scatenare la più spettacolare recessione di sempre.  Lo dimostrano i rapporti di previsione della Banca mondiale che per l'Oriente prospetta un rallentamento destinato a scendere dal 5,8% del 2019 al 2,1% di quest'anno.

Le poche sfumature del disastro

Nello scenario peggiore, in cui il virus continua a infuriare, il calo negativo dello 0,5% per l' Asia includerebbe un calo economico del 2,3% in Indonesia, del 4,6% per la Malesia e del 5% per la Thailandia. La Banca mondiale stima che la pandemia fiaccherà l'economia in Cina e in tutta l'Asia orientale ingrossando pesantemente l'esercito dei poveri. E potrebbe andare anche peggio. 

Gli antecedenti

Un fenomeno analogo si era verificato con la crisi asiatica del 1997-98, che fece precipitare in recessione tutta l'economia mondiale del 40%. Oggi la battaglia per la salute pubblica è strettamente interconnessa con la salvezza stessa del sistema finanziario globale e il neocapitalismo mai come questa volta si è reso conto di quanto valga un mondo senza virus che viceversa possono azzerarne le attività. Secondo le stime della Banca mondiale, oltre 11 milioni di persone potrebbero piombare nella povertà assoluta. 

Il sostegno per le aree in via di sviluppo

La Banca mondiale si è impegnata a fornire $ 14 miliardi di sostegno finanziario attraverso un pacchetto rapido per rafforzare la risposta antivirus ai paesi in via di sviluppo e prevede di distribuire fino a $ 160 miliardi nei prossimi 15 mesi per proteggere i poveri e i vulnerabili.

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