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Francia: viaggio nella roccaforte della destra nazionalista

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Francia: viaggio nella roccaforte della destra nazionalista
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Centinaia di persone cantano l'inno nazionale nella città di Hénin-Beaumont, nel nord della Francia. Sul palco c'è Steeve Briois, sindaco dal 2014, e vice-presidente del Raggruppamento Nazionale, principale partito di estrema destra in Francia, precedentemente chiamato Fronte Nazionale. A una settimana alle elezioni comunali, il cui primo turno si è svolto il 15 marzo, Briois - stretto alleato di Marine Le Pen - è in corsa per la rielezione. Sei anni prima, la metà degli elettori di questa città di 26.000 abitanti ha votato per lui.

Unreported-Europe è andata a Hénin-Beaumont per capire in che modo il governo locale incarna la visione del partito e perché la gente di questa parte del Paese abbraccia il Raggruppamento Nazionale.

La destra che piace in maniera trasversale a Hénin-Beaumont

L'entusiasmo dei sostenitori dell'esponente del partito di Le Pen è alle stelle: "Fa un sacco di cose buone. Viene persino nelle nostre case. Se lo chiamiamo, perché ci sono problemi nel quartiere, lui viene - dice un'elettrice - va a trovare tutti, siamo molto contenti di lui". Ma non sono solo i sostenitori del Raggruppamento Nazionale a essere contenti del loro sindaco. Anche cittadini come Arnaud, un infermiere quarantenne che non ama il nazionalismo del partito, dicono che la città è gestita in modo efficiente: "Penso che facciano cose buone a livello sociale, per la comunità, per i bambini e per la politica abitativa, anche se è un partito con cui non sono d'accordo".

Le amministrative in Francia nonostante il coronavirus

La Francia è a pochi giorni dal blocco del coronavirus. Il governo decide di mantenere le elezioni comunali. La principale sfidante è Marine Tondelier, esponente dei Verdi in consiglio comunale, che guida un'ampia coalizione con l'obiettivo di contrastare l'avanzata del Raggruppamento Nazionale.
Tondelier affronta una battaglia in salita. Steeve Briois è visto come un sindaco aperto, vicino alla gente. E, a 47 anni, ne ha già accumulato più di 30 di militanza politica di base a Hénin-Beaumont. Dice Steeve Briois, sindaco di Hénin-Beaumont: "Siamo sempre, davvero sempre, sul territorio. Non ci limitiamo ad ascoltare gli elettori due mesi prima delle elezioni. Questo tipo di lavoro paga, un giorno o l'altro".

Operai e minatori, delusi dalla sinistra, votano il Raggruppamento Nazionale

Qui, un altro fattore spiega il consenso nei confronti del Raggruppamento Nazionale. Hénin-Beaumont si trova nel cuore della regione carbonifera francese. Per secoli le miniere hanno plasmato l'identità locale, fornendo posti di lavoro ma definendo anche un senso di comunità. Era il baluardo della sinistra. Poi, una dopo l'altra, le miniere hanno chiuso. Anche le altre industrie, come quella siderurgica o tessile, sono crollate un paio di decenni dopo.
David Noël, consigliere comunale comunista e insegnante di storia, è stato testimone della trasformazione di Hénin-Beaumont: "Prima di tutto, c'è stata la chiusura di molte grandi fabbriche nel 2008-2009, quindi molti lavoratori si sono trovati disoccupati e hanno trovato rifugio nell'astensione e nel voto di protesta, un voto di rabbia".

La rabbia in questa città è ancora alimentata da un tasso di disoccupazione del 20% e un residente su quattro vive al di sotto della soglia di povertà. A questo si aggiunge l'indignazione per lo scandalo politico del 2009 che ha coinvolto l'ex sindaco socialista, arrestato per corruzione e appropriazione indebita. Un contesto politico compromesso, insomma, che ha convinto gli elettori a cercare la migliore alternativa.
Jean-Robert Havet, operaio in pensione e militante del Raggruppamento Nazionale, ne è un esempio.
Ci racconta e mostra le foto della sua famiglia: "Questo è mio nonno, Voltaire Havet. Era nella Resistenza, deportato, era antifascista. Ecco suo figlio, mio padre, che era un soldato e un minatore. Ed ecco le medaglie che hanno ricevuto per i loro atti di resistenza.
Mi sono iscritto al Fronte Nazionale perché sono stato ripetutamente tradito da persone di sinistra, che dovrebbero essere dalla parte dei lavoratori. E poi li vedi in TV che vengono processati per soldi qui, soldi là... Ti viene subito da pensare che loro non ci sono per i lavoratori, ci sono solo per i loro interessi, tutto qui. La città era morta. Non c'era più niente in Hénin. Ora è di nuovo viva".

"Clima di paura e intimidazioni", le accuse dell'opposizione

Non tutti qui sono contenti del Raggruppamento Nazionale. Alcuni condannano le politiche che sono state messe in atto contro i migranti, le comunità rom e le organizzazioni per i diritti umani. Ma la critica più frequente riguarda il clima di paura, di intimidazione e di bullismo che investe chiunque non sia in linea con l'estrema destra. Giornalisti, oppositori politici, attivisti, cittadini e persino lavoratori del pubblico. Uno di loro accetta di essere intervistato, a condizione di mantenere segreta la sua identità. Parla di ''governo della paura'', di minacce e intimidazioni continue nei confronti di chi non può definirsi organico al Raggruppamento Nazionale.
Diversi report dei media sembrano confermare queste accuse e indicano alti livelli di congedi per malattia tra il personale dell'amministrazione.
Il sindaco, Steeve Briois, nega qualsiasi illecito: "È una follia - dice - non funziona così a Hénin-Beaumont. È la versione militante, bolscevica, quella della redazione di Libération, che aiuta i miei avversari politici. Ma la realtà è che il 90% del personale del comune è soddisfatto di noi".

La battaglia (persa) della sinistra a Hénin-Beaumont

Con l'avvicinarsi delle elezioni, la campagna elettorale dell'opposizione entra nel vivo, andando porta a porta e appendendo gli ultimi manifesti. Per la loro leader, Marine Tondelier, l'obiettivo non è solo quello di vincere le elezioni, ma anche quello di contrastare la narrazione del Raggruppamento Nazionale. "Questa è la loro vetrina - dichiara Marine Tondelier - vogliono dimostrare che questo è il Fronte Nazionale esorcizzato, che sono gentili, che tutto sta andando bene. La realtà è che le loro tendenze naturali sono le stesse di sempre. Se sei con loro, non c'è problema. Ma se non sei con loro, paghi un prezzo pesante. Questo non va bene. Un sindaco deve lavorare per tutti".

Giorno delle elezioni. In tutta la Francia, il coronavirus ha alzato, più del solito, il tasso di astensione. A Hénin-Beaumont, solo il 44% degli elettori è andato alle urne. Ma i risultati sono incontestabili. Con il 74,2% dei voti, Steeve Briois vince a valanga.

Il successo del Raggruppamento Nazionale di Hénin-Beaumont è oggetto di un'intensa analisi in Francia. Mentre il paese è alle prese con le disuguaglianze economiche e la rabbia contro i politici tradizionali, il partito di Marine Le Pen continua a dipingere questa città come un modello di governance che deve essere esteso a livello nazionale.

Per gli altri partiti, qui e nel resto della Francia, la sfida resta quella di far affiorare le debolezze dell'estrema destra, offrendo al tempo stesso un'alternativa credibile che possa riconquistare gli elettori delusi.