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Defender Europe 2020: l'esercitazione tra coronavirus e polemiche

Defender Europe 2020: l'esercitazione tra coronavirus e polemiche
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Ma davvero non era possibile rinviarla? Defender Europe 2020, il più imponente dispiegamento di truppe USA in Europa dalla fine della guerra fredda, doveva proprio aver luogo in piena crisi da coronavirus?

La questione si pone soprattutto in Italia, con la zona rossa ormai estesa a tutto il territorio nazionale, la popolazione confinata in casa e non pochi militari già impegnati in funzioni ausiliarie per l'ordine pubblico. Territorio che verrebbe attraversato però da convogli militari da sud a nord, dai porti di sbarco fino ai confini orientali dell'Europa, in quella che è effettivamente già la tanto invocata "Schengen militare".

Domande che abbiamo rivolto a Leonardo Tricarico, Generale in pensione, che della NATO certamente si intende, essendo stato comandante della V ATAF (Allied Tactical Air Forces), poi Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica e infine consigliere militare della Presidenza del Consiglio. Attualmente è presidente della Fondazione ICSA – Intelligence Culture and Strategic Analysis.

Ma iniziamo dai fatti e dal motivo per cui di questa esercitazione si parla con tanto furore:

Le teorie complottiste

In molti si chiedono perché non sia stato possibile rinviare queste esercitazioni, che senso abbiano nel bel mezzo dell'epidemia, e naturalmente fioccano anche le teorie complottiste, dalla più che improbabile invasione o occupazione del territorio, alla preparazione di un dispositivo pronto a reagire in caso di sommossa in Europa fino a chi sospetta che il virus sia artificiale e propagato deliberatamente per generare lo scenario ideale all'accettazione di un regime militarizzato, teoria questa che impone un assunto: i militari USA sarebbero tutti già vaccinati. Perché altrimenti il contagio collettivo sarebbe più che certo, considerando la promiscuità obbligata (basti pensare che in un carro armato ci sono quattro persone d'equipaggio in spazi estremamente ristretti).

Non sono tanto i dati a smentire queste teorie (contagi in crescita anche negli USA, ma non è un argomento accettato dai complottisti perché dall'11 settembre in poi non si fermano certo davanti all'ostacolo delle ferite auto-inferte) quanto la logica semplice del cui prodest: che vantaggio ne avrebbero, se già oggi l'Europa è decisamente pilotabile con la leva finanziaria e con l'arma dell'approvvigionamento energetico? Occupare manu militari un territorio significa poi doverlo mantenere, logicamente contro la volontà di una popolazione: e questo ha costi enormi e pochi vantaggi, soprattutto se si tratta di territori privi di giacimenti.

C'è anche, tra le teorie complottiste, uno scenario opposto: in fondo, si fa notare, è strano che sia nel lodigiano che nello stato di Washington non si sia trovata traccia del paziente 0. Cioè potrebbe essere un attacco non da ovest, ma da est.

E quindi l'esercitazione non solo non andrebbe rinviata, ma avrebbe una motivazione supplementare nella necessità di dare un segnale di risposta all'orso russo, che ultimamente aveva anche acquisito una certa superiorità di forze concentrate al confine con gli stati baltici e potrebbe anche avere la tentazione di un colpo di mano in stile ucraino... Proprio approfittando di un'Europa indebolita e distratta dal virus.

Che cos'è Defender Europe 2020

Vediamo di capire meglio di cosa si tratti:

"L'esercitazione Defender-Europe 2020 è un'esercitazione multinazionale a guida statunitense, con la partecipazione della NATO. E' il più imponente dispiegamento in Europa di forze di stanza negli Stati Uniti da oltre 25 anni, con 20.000 soldati inviati direttamente dagli USA in Europa. Proprio per questo dimostra l'impegno degli Stati Uniti verso la NATO e il forte impegno a stare al fianco dei loro alleati e partner europei", si legge proprio in apertura del sito di SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe, cioè il quartier generale delle forze alleate, responsabile della pianificazione e dell'esecuzione di tutte le operazioni dell'Alleanza Atlantica, e anche delle sue trasformazioni).

I dati sono chiari, nell'immagine qui accanto che abbiamo prelevato direttamente da quella pagina.

NATO

In estrema sintesi, 20.000 soldati vengono trasferiti direttamente dagli USA in Europa, dove raggiungono i 10.000 già stanziati nelle varie basi europee ed altri 7.000 messi a disposizione da altri Paesi, Gran Bretagna in primis.

O almeno queste erano le cifre previste, perché è di queste ore il pre-annuncio di un drastico ridimensionamento, sebbene non siano state fornite cifre precise. L'Italia, per ovvie ragioni legate all'impegno dei militari nel contrasto del coronavirus, ha annullato la propria partecipazione attiva. Il che non significa che il territorio non venga attraversato dai veicoli e dalle truppe di altri Paesi, e in effetti nelle ultime ore fioccano le testimonianze di movimenti di colonne militari, in particolare dalla Sicilia e dalle parti di Pescara, ma non risulta che vi siano stati sbarchi nei porti italiani.

Potrebbe trattarsi di spostamenti autorizzati dalle basi NATO in Italia, ma molto più probabilmente sono spostamenti di truppe italiane nell'ambito dell'intervento richiesto all'esercito in sostegno alle forze dell'ordine. Estraneo, quindi, all'esercitazione di cui parliamo. Nel video comparso su Youtube si vedono alcuni blindati sulla A14 dalle parti di Pescara, mentre in un altro video viene strillata la notizia dell'arrivo di truppe americane a Città S.Angelo, ma sembrerebbe proprio lo stesso convoglio dell'altro video e si tratta di blindati italiani.

Defender Europe 2020, ad ogni modo, dovrebbe interessare solo 7 Paesi, dal punto di vista dell'impegno territoriale: Belgio, Olanda, Germania, Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia.

E' cioè chiaramente focalizzata sul fronte orientale e sulla logistica necessaria al trasporto delle truppe e mezzi.

Mentre dal punto di vista dell'impegno militare sono 17 i partner - l'Italia si è ritirata - e vanno oltre le frontiere della NATO: c'è infatti anche la Georgia, da anni vicina all'Alleanza atlantica e punto di frizione con Mosca.

Un'esercitazione, come hanno sottolineato in molti, che ricorda le operazioni Reforger, cioè REturn FORces to GErmany, quando il confine era in Germania e si intendeva scoraggiare proprio un'eventuale aggressione russa al territorio tedesco. Ora la frontiera è più ad est e il dispositivo è forse ancora più imponente, con, anche, qualche novità logistica.

In pratica, si tratta di verificare la capacità di spedire dagli USA in Europa, in tempi rapidi, un'intera divisione con 13.000 tra tank, blindati e altri mezzi di trasporto e tutti gli armamenti correlati.

E non solo: vengono testati anche i nuovi metodi - fin qui solo simulati - di "impacchettamento" di intere basi aeree, per esempio. Alloggi compresi.

E poi si testano anche le sinergie, perché nello stesso periodo - e cioè fino a luglio, quando le truppe USA dovrebbero rientrare in patria - si terranno anche altre esercitazioni, non inquadrate in Defender-Europe 2020 ma inter-connesse, con un coordinamento stretto.

Le polemiche

Polemiche, e sospetti: al di là delle teorie complottiste.

L'aspetto principale, e abbastanza ovvio, riguarda l'opportunità di un'esercitazione militare nel pieno di un'epidemia, sempre che proprio il contesto epidemico non venga utile per testare anche la capacità di operare in un ambiente difficile anche dal punto di vista medico-sanitario, oltre che logistico. O che proprio le strade sgombre non aiutino a simulare in modo alquanto realistico uno scenario di guerra, proprio dal punto di vista logistico.

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I primi militari avio-trasportati a Norimberga sono stati visti impegnati in baci e abbracci, è stata messa in atto la consueta strategia di conquista dei cuori alleati con un'esibizione pubblica, piuttosto affollata, della band dell'esercito, e non si sono finora viste mascherine: tutto questo fa dire a molti che si rischia un contagio su larga scala.

NATO

Poi ci sono gli aspetti legati al trasporto di materiali pericolosi, quelli legati al momento politico e quelli che si riferiscono alla linea anti-russa scelta come priorità dell'Alleanza atlantica. E molti altri, ovviamente.
Ma ce n'è un altro, ed è economico e politico: questa esercitazione sarebbe volta a testare porti, aeroporti, ferrovie, strade, gallerie e ponti d'Europa per avere indicazioni chiare su dove occorre intervenire perché le infrastrutture siano praticabili per i mezzi militari (più pesanti e sovra-dimensionati rispetto ai normali camion). Non a caso il Segretario Generale della NATO era presente alla recente riunione, a Zagabria, dei Ministri della Difesa europei.

Il tutto nel quadro dei programmi NATO e UE per la cosiddetta "Schengen militare": un'Europa aperta nella quale i mezzi militari non trovano frontiere (in pratica già accade) e nemmeno troppi impedimenti fisici. In sintesi, Bruxelles intesa come capitale europea e anche dell'Alleanza atlantica ha da tempo sottolineato la necessità di un piano infrastrutturale per il trasporto rapido delle truppe da nord a sud, da ovest a est.

La questione poi è capire con quali costi e a carico di chi, perché solo una parte sarebbe a finanziamento europeo. Ad ogni modo, questa esercitazione sarebbe prettamente logistica, volta a testare la capacità di spostamento e lo stato delle strade e dei collegamenti. Vi sarebbero quindi dei tempi tecnici che avrebbero impedito il rinvio dell'esercitazione, proprio perché sull'esito di questa si baserebbe l'avanzamento di importanti progetti infrastrutturali.

Su questa visione non è molto d'accordo il generale Tricarico, che peraltro da anni afferma che l'obiettivo della NATO dovrebbe rivolgersi verso sud piuttosto che verso est, e ci ha detto che questa esibizione muscolare rivolta ai russi è sostanzialmente inutile e fuori luogo.

Il commento del generale

Molto critico il generale Tricarico, che in una lunga conversazione telefonica si è detto sconcertato dall'insistenza della NATO nel voler proseguire con l'esercitazione, pur accettandone un ridimensionamento: "Rinviarla - ha detto - più che opportuno sarebbe obbligatorio".

Quest'insistenza "da scellerati", ha aggiunto, "non si spiega, probabilmente dietro c'è un altro scopo".

"Ho i miei dubbi che l'esercitazione Defender Europe possa essere comunque realizzata nelle condizioni in cui si trova oggi l'Europa, e in cui si troverà probabilmente ancora quando arriverà il momento di avviare questa esercitazione. Probabilmente la NATO non tanto intende condurre a termine questa esercitazione quanto esibire i propri muscoli al nemico di sempre, Putin, e far vedere che nonostante la devastazione di un virus la NATO è sempre pronta a fronteggiare qualsiasi tipo di pericolo nel fronte est"

- Ma l'Italia ha rinunciato a prender parte a questa esercitazione, perché ha i militari impegnati in altro e una serie di restrizioni sul campo che presto potrebbero anche riguardare gli altri Paesi

"Il nostro paese ha già declinato la propria partecipazione all'esercitazione Defender Europe 2020, e mi sembra un fatto piuttosto scontato, altrettanto dovrebbero fare anche gli altri Paesi e la NATO dovrebbe sollecitare l'abbandono di questa iniziativa anziché mostrare la determinazione a portarla avanti comunque".

- La rinuncia dell'Italia a una partecipazione attiva non implica che non si spostino le truppe già presenti nelle basi NATO, insomma che il territorio sia interessato dal passaggio di convogli

"E' ovvio che il giorno in cui dei militari statunitensi o comunque di paesi aderenti alla NATO dovessero sbarcare o transitare sul territorio nazionale dovranno sicuramente osservare i comportamenti che le nostre autorità hanno determinato per questa emergenza nazionale del coronavirus. Su questo non vi è dubbio, ma io mi auguro che l'esercitazione, come è verosimile, venga del tutto cancellata e si possa parlare ancora di attività militari di questo tipo quando il cielo tornerà sereno".

A Tricarico abbiamo anche chiesto se è vero che questa esercitazione è, o sarebbe stata, principalmente intesa a valutare gli aspetti logistici e infrastrutturali: no - ha detto - la logistica ne è necessariamente una componente e si tratta sempre di testarla e perfezionarla, ma queste esercitazioni hanno sempre uno scopo che è più di esibizione muscolare.

Sono comunque esercitazioni "che sanno di muffa", per il generale, perché concepite in funzione anti-russa. Un bersaglio errato, secondo Tricarico, perché i russi non hanno alcun interesse a disturbare la NATO. Piuttosto - analizza - l'interesse russo mira a riempire gli spazi lasciati vuoti dagli USA, e questo accade in Siria come in Libia e in altri scenari mediterranei.

Le antenne della NATO, secondo lui, dovrebbero essere orientate più verso sud che verso est. Gli USA invece dimostrano un crescente disinteresse per l'area mediterranea, e questo vale anche per l'Alleanza. E la politica russa, di andare a riempire quel vuoto, non sarebbe "né un vantaggio né un rischio", per l'Italia. E' "la constatazione di un cambiamento degli equilibri". Equilibri di particolare interesse dell'Italia, una situazione in cui quindi il nostro Paese dovrebbe essere parte attiva. Più di quello che è, e senza andarsi a fare nemici attori come Turchia ed Egitto.