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Crisi migranti: cosa c'è dietro la nuova strategia di Erdogan

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Crisi migranti: cosa c'è dietro la nuova strategia di Erdogan
Diritti d'autore  Presidential Press Service via AP
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In piccoli gruppi, a volte il solo nucleo familiare, c'è anche chi tenta la solitaria, dalla scorsa settimana l'odissea dei migranti che lasciano la Turchia per approdare in Europa è riniziata. In modo massiccio.

Tra gli altri c'è anche Erdal, un cittadino turco che ha la moglie del Camerun e spiega perché anche lui ci prova: "Vivere qui è una continua battaglia, l'economia va male, tutto è carissimo. Non ce la faccio, anche lavorando non guadagno abbastanza. Ecco perché cerco di raggiungere la Grecia".

A metà strada tra un'Europa assente e i migranti che bussano alla porta, Atene ha deciso di sospendere per un mese l'accoglienza delle richieste d'asilo. Recep Tayyip Erdogan, il presidente turco è il vero deus ex machina di questa nuova crisi:

"Una volta che abbiamo aperto le porte, da più parti ci è stato detto di chiuderle: ho risposto che non c'era più niente da fare: la frontiera è stata aperta, adesso dovete condividere il peso di questo fardello".

La tempistica di Erdogan

Il presidente turco ha annunciato l'apertura del confine ai migranti il 27 febbraio, secondo molti alla base di questa decisione ci sono ragioni di carattere interno e internazionale.

La Turchia infatti è impegnata militarmente a Idlib, mantendendo un avamposto turco in funzione anti curda, nel tentativo e di bloccare altri tre milioni di profughi che sarebbero pronti a prendere la via per la Turchia, ma anche per resistere al consolidamento del regime siriano di Assad.

Anche per questo, Erdogan aveva chiesto un sostegno di tipo militare alla Nato. L'annuncio di Erdogan è arrivato a qualche ora dall'uccisione di 36 soldati turchi a Idlib.

Non solo, dopo la crisi del flusso migratorio del 2015, l'Europa e la Turchia strinsero un accordo che prevedeva la chiusura delle frontiere turche in cambio di 6 miliardi di euro da versare a Ankara entro il 2019.

Stando alle stime, in Turchia ci sono circa 3,6 milioni di profughi.

Lungo il confine segnato dal fiume Evros, i migranti non cedono

Atene ha rinforzato controlli e uomini ai confini, sostiene di trovarsi di fronte all'ennesima campagna orchestrata da Ankara che spinge i profughi ai confini con la Grecia.

A Kastanies, nella provincia di Evros, dove il nostro inviato Aspostolos Staikos si è recato, il confine è stato militarizzato. La settimana è iniziata come è finita, con il lancio di lacrimogeni.

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Aspostolos Staikos, euronewsfoto euronews grecia

In molti hanno cercato invano di forzare i blocchi. Stando alle autorità greche, circa 10 mila migranti si sono accampati dall'altra parte, innalzando una sorta di tendopoli.

Le autorità greche hanno rafforzato il confine con uomini e mezzi, sul posto sono presenti anche gli uomini di un'unità della Croce rossa. Apostolos Karampaglidis ci spiega che sono pronti a prestare soccorso ai migranti che ne abbiano bisogno, tuttavia hanno bisogno dell'autorizzazione da parte delle autorità competenti".

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Croce rossa grecaeuronews grecia

Atene su questo punto sembra non fare una piega: tolleranza zero, gli illegali egli abusi saranno rispediti indietro.

La Turchia condivide con la Grecia un confine terrestre di 120 chilometri delimitato in gran parte dal fiume Evros e in una zona piena di boschi e scarsamente abitata.

Sul mare di nuovo attiva Frontex

Chi ha tentato la via del mare tra i migranti ha dovuto fronteggiare non solo le turbolenze marine e atmosferiche ma anche il rifiuto degli stessi migranti al grido "ci siamo già noi".

Una guerra tra poverissimi che non ha veramente confini.

Questo è accaduto dopo che la settimana scorsa gli abitanti di Lesbo e Chio sono scesi in piazza contro l'ampliamento dei campi profughi. Gridavano: costruite gabbie per animali.

Frontex intanto avvia un intervento rapido alle frontiere marittime della Grecia, nell'Egeo. Il direttore esecutivo dell'agenzia Ue, Fabrice Leggeri, ha concordato questo lunedì l'attività, dopo che ieri sera Atene aveva avanzato richiesta ufficiale. Mentre l'agenzia Ue e le autorità greche lavorano a stretto contatto per finalizzare rapidamente il piano operativo, Frontex ha già aumentato la capacità di sorveglianza e sta ridistribuendo funzionari da altre operazioni per fornire assistenza immediata.