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Le carte svelate della seconda guerra mondiale in Vaticano

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Le carte svelate della seconda guerra mondiale in Vaticano
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"Archivum Secretum Vaticanum" è la scritta che accoglie i ricercatori all'ingresso del sancta sanctorum dei misteri vaticani, cioè la teoria infinita di scaffali in decine e decine di km con documenti che risalgono fino all'Ottavo secolo con milioni di carteggi. Con l'apertura il 2 marzo della porzione degli archivi vaticani relativi alla seconda guerra mondiale, scatta la caccia ai "cadaveri nell'armadio" del pontificato di Pio XII/) (1939-1958), figura ancora controversa per il ruolo avuto nel periodo della persecuzione degli ebrei ma che per il Vaticano è senza ombra di dubbio un santo. Non così per chi vide in lui un leader che non seppe opporsi efficacemente alle nefandezze del nazifascismo.

Una zona di caccia per gli storici

Molti storici potranno verificare la condotta del Vaticano nei confronti della Germania nazista anche dai contenuti delle note dell'ambasciatore germanico presso la Santa Sede Ernst von Weiszacker, l'aspetto generale di conformità del Papa che si preoccupava di restare equidistante sia dalla Germania hitleriana che dagli Alleati, ritenendo prioritario il timore del comunismo russo, considerato il nemico mortale della Chiesa cattolica.

Un Papa molto cauto

Il cauto Pio XII all'atto del primo bombardamento a tappeto su Roma non esitò ad andare fra le macerie e le vittime del quartiere di San Lorenzo, adicente alla stazione Termini, per benedire la città.

L'apertura dell’Archivio Apostolico Vaticano, per quanto riguarda i papati delle due guerre mondiali e le loro ripercussioni fino agli anni Cinquanta, offrirà affascinanti opportunità per una ricerca senza fine su una storia che probabilmente continuerà ad alimentare tutte le sue controversie.