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Impeachment Trump: è subito scontro in Senato

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Impeachment Trump: è subito scontro in Senato
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Appena al via la prima sessione, va già in scena il muro contro muro. L'ufficiale avvio del processo di impeachment a Donald Trump al Senato statunitense è subito terreno di scontro fra Democratici e Repubblicani. Oggetto del contendere: la definizione dei tempi da accordare alle parti per la presentazione dei propri argomenti. Ventiquattro ore spalmate su tre giorni di dibattiti, la soluzione proposta della maggioranza dopo la levata di scudi democratica.

Nella sua precedente versione la "risoluzione McConnell", dal nome del leader repubblicano che l'ha presentata, prevedeva due sessioni maratona di 12 ore ciascuna. Una soluzione che aveva fatto gridare il leader democratico al Senato Chuck Schumer alla "disgrazia nazionale" e ad una delle "pagine tra le più oscure nella storia del Paese": un "processo lampo", cioè, con "poche prove" e condotto "nel buio della notte".

Parziali concessioni repubblicane anche sul fronte della presentazione delle prove, che - salvo specifiche mozioni contrarie - verranno ammesse senza passare dal voto. Resta invece da sciogliere il nodo sulla possibilità di ascoltare dei testimoni: contro i Repubblicani, che optano per stringere i tempi e sbrigare la pratica il più rapidamente possibile. A favore invece i democratici che - per argomentare le loro accuse al Presidente - intenderebbero convocarne almeno quattro.

Decisivi si riveleranno in proposito i numeri: la maggioranza semplice richiesta per l'approvazione favovirebbe sulla carta il partito del Presidente, ma spaccature interne da una parte e possibili accordi bipartisan in vista delle presidenziali 2020 dall'altra lasciano aperto ogni scenario.

Impossibile quindi al momento ogni previsione sulla tempistica, appare tuttavia difficile che la procedura si concluda in meno di due settimane. Scontato invece, salvo enormi sorprese, l'esito: con la maggioranza repubblicana al Senato che - almeno sulla carta - basterebbe ampiamente a evitare l'approvazione dei due terzi, necessaria per destituire il Presidente come finora mai accaduto, nei due soli casi in cui si è fatto ricorso all'impeachment: contro Andrew Johnson nel 1868 e contro Bill Clinton nel 1998.

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