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In Libano è caccia ai conti bancari sospetti

In Libano è caccia ai conti bancari sospetti
Diritti d'autore AP Photo/Bilal Hussein
Diritti d'autore AP Photo/Bilal Hussein
Di Alberto De Filippis
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Le proteste sembrano cominciare a smuovere qualcosa nel paese dei cedri

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Seguire il denaro. Potrebbe passare dai controlli sui conti bancari la rinascita del Libano. Mentre molti libanesi protestano contro le violenze della polizia e contro arresti che considerano arbitari.

Intanto però le proteste qualche risultato sembrano averlo sortito. La banca centrale ha chiesto alle banche di denunciare alle autorità qualsiasi movimento sospetto verso l'estterno di fondi provenienti da conti riconducibili a politici e questo anche con valore retroattivo ovvero da ottobre scorso.

In Libano il fuoco covava sotto la cenere da tempo anche a causa della crruzione endemica nel paese, ma soprattutto i giovani hanno cominciato a mettere in dubbio l'intero sistema politico. Nel paese dei cedri ad esempio la suddivisione del potere è fatta su base consessionale, ma sono anni ormai che non si realizzano censimenti proprio per non andare a intaccare quelle posizioni di potere che hanno permesso al sistema di sopravvivere in nome di equilibri, anche religiosi che sono cambiati. Gruppi come Hezbollah, di matrice islamica e che ricevono il sostegno di Teheran, non hannno più ad esempio quel peso nella società che avevano un tempo perché le nuove generazioni hanno orientamenti diversi. Anche questi equilibri sono messi in dubbio dallle proteste.

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