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Raid Usa contro Soleimani, alta tensione in Medio Oriente

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Raid Usa contro Soleimani, alta tensione in Medio Oriente
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Nel giorno dei funerali a Baghdad del generale Qassem Soleimani, morto in guerra in un raid statunitense, il Pentagono annuncia l'invio di altri 2800 soldati in Medio Oriente, la Nato sospende l'addestramento delle forze di sicurezza irachene, la coalizione internazionale nella lotta all'Isis ridimensiona le operazioni.

Nella serata di sabato, due razzi hanno colpito la zona verde della capitale irachena e una struttura militare mentre sul fronte diplomatico, il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo critica gli alleati europei e dice che non sono stati utili.

Il premier iracheno Adel Abdul-Mahdi, che ha partecipato ai funerali, definisce il raid come "la scintilla di una devastante guerra in Iraq".

Donald Trump avrebbe scelto inaspettatamente - secondo il Los Angeles Times - di uccidere il generale iraniano.

In tutti i Paesi del Golfo l'allerta è ai "massimi livelli".

Ex vicedirettore Cia, moriranno molti americani

"Ci saranno morti americani, civili americani, probabilmente nei prossimi giorni là dove l'Iran ha i suoi uomini, ma anche in Libano, Bahrain e in altre zone del Medio Oriente". È la previsione dell'ex vicedirettore della Cia, Michael Morell.

Pompeo, "alleati europei meno disponibili di altri"

l segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, bacchetta gli alleati europei che, a suo giudizio, non sono stati "cosi' disponibili" come avrebbero dovuto nel comprendere le ragioni che hanno spinto gli americani a uccidere il generale iraniano Qassem Soleimani. "Ho parlato con i nostri partner nella regione per spiegare loro cosa stessimo facendo. Tutti sono stati fantastici", hha detto Pompeo.

"Ma le mie conversazioni con i nostri partner in altri luoghi non sono state altrettanto positive. Francamente, gli europei non sono stati così disponibili come avrei voluto che fossero. Gli inglesi, i francesi, i tedeschi, tutti devono capire che ciò che abbiamo fatto, ciò che hanno fatto gli americani, che hanno salvato vite umane anche in Europa".

Zarif con omologo Qatar: "Iran non vuole escalation"

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha ricevuto il suo omologo del del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, a Teheran.

Durante l'incontro - riferisce il ministero iraniano in una nota - Zarif ha definito l'attacco Usa un "atto terroristico" che ha portato al "martirio" del comandante. "L'Iran non vuole tensioni nella regione - aggiunge la nota -, ed è la presenza e l'interferenza di forze straniere che causano instabilità, insicurezza e aumento della tensione nella nostra delicata regione.

Per Mosca Washington ha violato il diritto internazionale

Il ministro russo degli Affari Esteri, Sergei Lavrov, ha telefonato al collega iraniano Javad Zarif. I due ministri hanno sottolineato che "le azioni americane sono una grossolana violazione delle leggi internazionali fondamentali e non contribuiscono a trovare una soluzione ai complessi problemi che si sono accumulati in Medio Oriente, ma conducono ad un nuovo round di escalation delle tensioni nella regione".

Macron telefona al presidente iracheno

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il suo omologo iracheno, Barham Saleh, mettendo in guardia contro "l'ulteriore aggravarsi delle tensioni" dopo la morte in un raid americano in Iraq del generale iraniano Qassem Soleimani. Lo ha reso noto l'Eliseo.

"Di fronte all'aumento delle tensioni", il presidente francese ha "ribadito il suo sostegno alla sicurezza e alla sovranità dell'Iraq". "I due presidenti - si legge in un comunicato dell'Eliseo - hanno convenuto di rimanere in stretto contatto per evitare un ulteriore aggravarsi delle tensioni e di agire per la stabilita' dell'Iraq e della regione nel suo insieme".

Pechino invita Washington a non abusare della forza

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha sottolineato come "l'avventurismo militare sia inaccettabile", chiedendo "il rispetto della sovranità dell'Iraq, della carta delle Nazioni Unite e che sia preservata la pace regionale".

Scattata rappresaglia cibernetica iraniana

Gli attacchi informatici iraniani contro gli Usa sono già partiti. Già 150 i siti americani colpiti nelle ultime 24 ore, ma le operazioni di hackeraggio sono soltanto all'inizio. Gli analisti concordano che potrebbero entrare in azione i gruppi 'di lingua farsi' noti come APT 33, 34 e 35, tra cui il pi``u pericoloso sarebbe il gruppo paramilitare cibernetico APT 34, conosciuto anche con i nomi di OilRig o Helix Kitten. Ma è noto che il gruppo è impegnato nello spionaggio piuttosto che nel sabotaggio.

Iran: tre funerali per Soleimani