Le elezioni in Iraq si tengono tra rivalità tra sciiti, sunniti e curdi. Potrebbero registrare un’affluenza molto bassa e confermare l’influenza di Iran e Stati Uniti
Le elezioni parlamentari in Iraq si svolgono in un clima di forte concorrenza tra gruppi etnici e religiosi. L’affluenza prevista è bassa, soprattutto a causa del boicottaggio della Corrente di Muqtada Sadr, leader sciita con forte influenza sociale e religiosa, anche tra chi non partecipa ufficialmente al voto.
L’attuale primo ministro, Mohamed Shahi, punta a consolidare il proprio ruolo attirando alleanze tra le principali forze sciite. Nel sistema politico iracheno, i parlamentari nominano il premier, tradizionalmente un esponente sciita.
Oltre alla Corrente Sadrista, le due principali coalizioni sciite sono quella di Shahi e quella dell’ex premier Nouri al-Maliki.
Tra i sunniti, i leader principali sono Mohammed Halbosi, Mawni Samarai e Khamis Khankar. I curdi si dividono tra il Partito Democratico del Kurdistan di Masoud Barzani e l’Unione Patriottica di Talabani.
Secondo l’analista Kaveh Hassan dello Stimson Institute di Bruxelles, le elezioni riflettono il nuovo equilibrio geopolitico post-7 ottobre, con l’influenza iraniana ridotta ma ancora presente e quella americana molto estesa. Non ci si aspettano cambiamenti strutturali profondi: il sistema "Muhassah", che distribuisce potere e risorse tra gruppi etnici e religiosi, rimarrà in vigore.
La concorrenza interna tra sciiti è particolarmente intensa. Shahi ha consolidato la propria posizione grazie a risultati discreti nei servizi pubblici e alla gestione prudente delle relazioni regionali. Maliki teme un eccessivo rafforzamento del premier, rendendo lo scontro elettorale ancora più acceso.
L’affluenza sarà probabilmente determinante: stimata intorno al 30 per cento, vede i giovani e i cittadini più critici disillusi e poco propensi al voto, mentre gli elettori legati allo status quo resteranno determinanti. Muqtada Sadr resta il fattore più imprevedibile: pur boicottando le elezioni, la sua influenza sulla comunità sciita può condizionare in modo decisivo i risultati.
La formazione di un nuovo governo sarà un processo lungo e complesso, con l’attuale esecutivo destinato a mantenere una certa continuità nel prossimo periodo.