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Il contratto di governo verde-turchese che fa discutere in Austria

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Il contratto di governo verde-turchese che fa discutere in Austria
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Sebastian Kurz, leader del Partito popolare austriaco (Övp), nel giro di pochi mesi è riuscito a passare da una coalizione con la destra nazionalista a una con i verdi. Un accordo tra conservatori ed ecologisti che, ovviamente, è stato mal digerito da chi sarà all'opposizione.

"Quello che osserviamo oggi, a poche ore dall'accordo, è che il capitolo sociale in questo programma governativo verde-turchese non è chiaramente visibile a un primo sguardo", dichiara la leader dei socialdemocratici, Pamela Rendi-Wagner. "Ed è più che deludente che sia rimasto ben poco degli obiettivi originali del partito ecologista, per esempio la lotta alla povertà infantile o l'alloggio a prezzi accessibili".

Non l'hanno presa meglio in casa Fpö (Partito della Libertà Austriaco), ex alleato dei conservatori prima che lo scandalo Ibizagate rimescolasse tutte le carte in tavola.

"Ciò che mi colpisce in particolare è che l'ÖVP sia dominante". dichiara Hannes Amesbauer, vice presidente della Fpö. "Non c'è mai stata una tale concentrazione di potere nelle mani dei conservatori in un governo di coalizione nella Seconda Repubblica. I Verdi però volevano governare a tutti i costi. Lo si può vedere nel programma".

Il contratto della coalizione è un punto d'incontro tra i due partiti. I conservatori ottengono l'estensione del divieto del velo islamico fino ai 14 anni, la detenzione preventiva per i richiedenti asilo considerati pericolosi e l'aumento delle forze di polizia. I Verdi, il piano perché il Paese sia neutrale dal punto di vista climatico entro il 2030.

Il partito di Werner Kogler terrà un congresso questo sabato e, secondo lo statuto, il voto dell'assemblea è necessario per approvare l'ingresso nell'esecutivo. Il giuramento potrebbe quindi avvenire martedì prossimo.

AP Photo/Ronald Zak
Sebastian Kurz e Werner KoglerAP Photo/Ronald ZakRonald Zak