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Kiev, manifestazioni contro la riforma Zelensky che autorizza la vendita dei terreni agricoli

Kiev, manifestazioni contro la riforma Zelensky che autorizza la vendita dei terreni agricoli
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Genya SAVILOV / AFP
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A Kiev, Ucraina, ci sono stati violenti scontri davanti al Parlamento tra polizia e manifestanti. Il motivo del contendere è un controverso disegno di legge volto a liberalizzare la vendita dei terreni fertili agricoli del paese.

Sono state diverse migliaia le persone riunitesi per dire alla revoca del divieto. Alcuni membri di un movimento nazionalista hanno lanciato pietre e mattoni contro la polizia schierata in assetto antisommossa, la quale ha risposto con i gas lacrimogeni. Alcuni dei manifestanti, rotta la finestra di un vicino albergo, hanno piazzato le tende di fronte al parlamento, scrive l'agenzia Afp. Il bilancio degli scontri è di due feriti tra le forze di sicurezza; otto arresti e un ricovero in ospedale.

I dimostranti hanno raccolto l'appello dei partiti di opposizione e delle associazioni di agricoltori che puntano a bloccare in extremis l'iter legislativo. La norma aprirebbe alla vendita dei terreni agricoli del paese anche alle imprese straniere, cancellando una moratoria sugli appezzamenti in vigore dal 2002.

Il presidente Volodymyr Zelensky, che disponde della maggioranza assoluta in parlamento, intende rendere operativa la misura dal 2020.

Sono 178 i milioni di ettari di terra coltivabile in tutti i paesi dell'Unione Europea. Nota un tempo come il granaio d'Europa, l'Ucraina dispone da sola di ben 32,5 milioni di ettari di terra coltivabile - quasi il doppio della Francia. Alcuni di essi sono tra i più fertili al mondo.

Allo stato attuale delle cose, questi terreni possono essere affittati ma non venduti.

Sergei CHUZAVKOV / AFP

Secondo le stime della Banca mondiale, l'apertura del mercato auspicata dal presidente Zelensky, l'aumento del gettito fiscale e i nuovi investimenti capaci di aumentare la resa dei raccolti potrebbero garantire una crescita del Pil di 1.5 punti percentuali. L'Ucraina è oggi tra i paesi più poveri d'Europa.

Ciononostante, i sondaggi indicano come un numero compreso tra la metà e i due terzi dei cittadini si opponga all'iniziativa del presidente: gli ucraini temono che a beneficiarne saranno solamente gli oligarchi russi e i grandi gruppi stranieri.

"Gli stranieri compreranno la nostra terra. Temo per il mio territorio e per il futuro dei nostri figli", afferma Alina Cherkachyna, una giovane contadina venuta a Kiev fin dall'Ucraina centrale per partecipare alla manifestazione. "Sono i contadini che vivono su queste terre che devono prenderne possesso e non i grandi proprietari terrieri", dice l'agricoltore Valery Shchenko, 56 anni, della regione di Vinnytsia (centro-occidentale).

Allo stato attuale delle cose, non è prevista la possibilità per stranieri di comprare terreni ucraini fino al 2024. Nel tentativo di rassicurare i suoi concittadini, Zelensky ha promesso un referendum popolare prima di aprire il mercato della terra agli stranieri.

Il progetto di legge fissa un prezzo minimo di partenza per i terreni agricoli e limita la superficie acquistabile da una singola persona o entità. Il ministero dell'economia ucraino prevede che un ettaro di terreno coltivabile possa arrivare a costare 2.200 dollari, a seconda della regione.

Il disegno di legge, approvato in prima istanza dalla Rada ucraina a novembre, dovrebbe essere licenziato entro la fine dell'anno dopo la seconda lettura.

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