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Regno Unito: Johnson tiene a distanza Corbyn nell'ultimo dibattito prima del voto

Regno Unito: Johnson tiene a distanza Corbyn nell'ultimo dibattito prima del voto
Diritti d'autore  Reuters
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I sondaggi premiano Boris Johnson dopo l'ultimo faccia a faccia televisivo con Jeremy Corbyn prima del voto britannico del 12 dicembre.

Il leader dei Labour promette di concludere la Brexit negoziando un nuovo accordo e sottoponendolo ai britannici in un referendum. L'altro terreno di scontro resta il futuro del sistema sanitario.

"I britannici hanno bisogno di un governo ambizioso che metta i soldi nelle loro tasche, salvi il nostro sistema sanitario, ricostruisca i nostri servizi pubblici, fornisca assistenza personale gratuita agli anziani e istruzione gratuita per tutti - ha detto Coorbyn - Sì, questo significa chiedere a coloro che hanno le spalle più larghe di pagare un po' più tasse . Un voto per i labour è un voto per la speranza, per un cambiamento reale e per un paese che lavora per molti, non solo per pochi".

Il Primo ministro conservatore ha cercato di sfruttare l'ambiguità di Corbyn sulla Brexit assicurando di essere l'unico capace di portare a termine l'uscita dall'Unione europea.

"Noi possiamo completare la Brexit. Possiamo porre fine alla paralisi. Possiamo trasformare il nostro paese con massicci investimenti nella salute. Cinquantamila infermieri in più. Più fondi per le scuole. Ventimila poliziotti in più - promette Johnson - Possiamo garantire le opportunità in modo equo con infrastrutture, istruzione e tecnologia. E l'unico modo per liberare il potenziale di questo paese è un governo conservatore".

I due rivali hanno pensato più a screditarsi che a proporre: Corbyn ha ricordato le offese di Johnson alle minoranze, il premier uscente ha sottolineato le accuse di antisemitismo al Labour.

Nei sondaggi il leader Tory resta stabile attorno al 42% dei consensi, i laburisti sono in recupero ma lo scarto è di circa 10 punti.

Johnson promette stretta su ingressi dall'Ue

Controlli per entrare nel Regno Unito, con visto elettronico e passaporto obbligatorio, e controlli per restarci. Boris Johnson fa la faccia feroce, a 10 giorni dalle elezioni britanniche del 12 dicembre, e gioca la carta di una stretta sull'immigrazione, allargata dal 2021 ai cittadini dei Paesi dell'Ue. E alla massa dei turisti.

Deciso a raddrizzare i sondaggi, che restano largamente favorevoli al suo Partito conservatore, ma con qualche oscillazione preoccupante sulla prospettiva di tenere a distanza il Labour di Jeremy Corbyn e garantirsi una vitale maggioranza assoluta di seggi nella prossima Camera dei Comuni, il premier fa leva sul pugno di ferro e sui temi della sicurezza.

Media sondaggi conforta Johnson

Restano largamente favorevoli al Partito conservatore di Boris Johnson - e alla prospettiva di una Brexit di Natale - le previsioni dei sondaggi a due settimane dalle elezioni britanniche del 12 dicembre. La media delle rilevazioni indica ora un 43% di possibili voti Tory, mentre il Labour di Jeremy Corbyn, pur in ascesa rispetto alle settimane scorse, si ferma al 31, ossia 12 in meno. Lontane le altre forze nazionali, con i liberaldemocratici europeisti non oltre un 14%, il Brexit Party riassorbito al 4, i Verdi al 3.

Johnson e Corbyn snobbano critiche di Major e Blair

Poco peso alle critiche dei 'grandi vecchi' John Major e Tony Blair sia da parte di Boris Johnson sia da parte di Jeremy Corbyn nel duello televisivo.

Criticati entrambi dagli ex leader moderati dei rispettivi partiti, i due capifila attuali hanno assicurato di "rispettare" la loro opinione, ma senza concedere nulla.

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