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Trent'anni senza Sciascia: da Racalmuto a Casarsa via Parigi

Trent'anni senza Sciascia: da Racalmuto a Casarsa via Parigi
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Prendono il via dal profondo Nord le celebrazioni per il trentesimo anno della morte di Leonardo Sciascia: Pasolini e Sciascia "ultimi eretici" è una due giorni di incontri a Casarsa del Friuli, frutto della collaborazione tra Amici di Leonardo Sciascia e Centro Studi Pasolini.

Si inizia oggi, venerdì 8 novembre, alle 15 nella sala municipale di Casarsa, con studiosi, intellettuali, personaggi dello spettacolo ed artisti che discutono di ciò che accomuna Pasolini e lo scrittore di Racalmuto: impegno civile e al contempo avversione alle logiche del potere, l'idea della letteratura come verità, il profondo senso del sacro in non-contraddizione, anzi alla base, della laicità.

L'appuntamento, che apre il "mese sciasciano" (l'autore morì il 20 novembre 1989 - due settimane dopo il crollo del muro di Berlino -), vedrà protagonisti tra gli altri Roberto Andò e Marco Baliani, l'uno regista e sceneggiatore, l'altro attore, entrambi anche scrittori. E alle 21, nella stessa sede, Baliani leggerà "la notte delle lucciole", una reinterpretazione dello spettacolo omonimo di Andò, che di Sciascia fu amico. L'attore interpreta Sciascia, leggendone una serie di estratti da diari, articoli e scritti vari: la voce intesa come strumento per rappresentare la forza della scrittura come azione politica e sociale.

Courtesy; Carla De Gregorio-Amici di Leonardo Sciascia,1985

Nel Centro Studi Pasolini viene invece inaugurata alle 19 la mostra "Edo Janich e Leonardo Sciascia: segni di un’amicizia", che presenta una selezione di rare cartelle di grafica, libri d’artista e incisioni del friulano Edo Janich, che ebbe con Sciascia un sodalizio tale da accompagnare lo scrittore siculo negli ultimi vent'anni della sua opera e della sua vita.

Qui il programma completo della due giorni di incontri, mostre, dibattiti.

Il "novembre sciasciano" si sposta poi a Parigi, prima all'Istituto Italiano di Cultura (prevista tra l'altro una "lectio magistralis" di Fernando Savater) e poi alla Sorbona.

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