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Clima: Macron e Xi Jinping blindano l'accordo di Parigi

Clima: Macron e Xi Jinping blindano l'accordo di Parigi
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REUTERS/Aly Song
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La strana alleanza. Da un lato la Francia, che sogna Parigi senza auto e la Senna balneabile, dall'altro la Cina, neofita dell'impegno ambientalista, Paese alle prese con oltre un milioni di morti all'anno per l'inquinamento dell'aria.

Ma questo martedì il presidente francese Emmanuel Macron e il cinese Xi Jinping si sono stretti la mano e hanno siglato un accordo per dire, dopo l'uscita dal patto degli Stati Uniti, che l'accordo per il clima di Parigi è irreversibile.

Amarezza di Cina, Russia e Francia

"Se vogliamo aderire all'accordo di Parigi dobbiamo rafforzare il nostro impegno per ridurre le emissioni il prossimo anno e dobbiamo confermare nuovi obiettivi per il 2030 e il 2050 e la cooperazione tra Cina e l'Unione europea, nel rispetto del patto, è decisiva", ha detto Macron.

Clima: "la cooperazione tra Cina e l'Unione europea, nel rispetto del patto di Parigi 2017, è decisiva"
Emmanuel Macron
Presidente francese

Il presidente francese dunque blinda i firmatari e esprime rammarico per l'uscita degli Stati Uniti dal patto. Così hanno fatto altri, come il Cremlino per cui è molto difficile parlare di un accordo sul clima senza la più grande potenza mondiale.

Stesso l'atteggiamento di Pechino "La Cina esprime amarezza per il ritiro degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi. Noi crediamo che il cambiamento climatico sia una sfida comune per tutta l'umanità. Tutti i membri della comunità internazionale dovrebbero unirsi e cooperare, ognuno facendo il suo meglio secondo le proprie capacità, per gestire uniti il problema", ha detto il portavoce del ministro degli esteri cinese.

Ma gli Stati Uniti si ritireranno davvero dall'accordo? La decisione di Trump infatti dovrebbe essere effettiva dal 4 novembre 2020, cioè dal giorno successivo alle prossime presidenziali statunitensi; se Trump non dovesse essere rieletto, ipotesi al momento remota, cosa farà il suo successore?

Gli Stati Uniti difendono i risultati nella difesa dell'ambiente

Intanto il segretario di Stato Mike Pompeo ha fatto sapere che gli Stati Uniti continueranno a offrire un "modello realistico e pragmatico" d'azione per la difesa dell'ambiente e rivendicato i risultati nella lotta all'inquinamento negli ultimi anni.

Pompeo i "risultati parlano da soli: le emissioni di inquinanti atmosferici che hanno impatto sulla salute umana e sull'ambiente sono scese del 74% fra il 1970 e il 2018. Le emissioni di gas serra sono calate del 13% fra il 2005 e il 2017, anche se l'economia è cresciuta del 19%".

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