ULTIM'ORA

Cile: violenza e proteste non si arrestano, i morti salgono a 13

Cile: violenza e proteste non si arrestano, i morti salgono a 13
Diritti d'autore
REUTERS/Jose Luis Saavedra
Euronews logo
Dimensioni di testo Aa Aa

Continuano gli scontri nelle strade in Cile e a Santiago scatta il coprifuoco: le tensioni sono palpabili e non si contano i disordini, che hanno visto il Governo cileno estendere lo stato di emergenza dopo le violente proteste contro il carovita, scaturite, inizialmente, per un aumento della tariffa dei trasporti.

Il bilancio provvisorio, al momento, conta 13 vittime: secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, sono più di 230 i feriti tra civili e almeno 50 tra Polizia e personale militare, sebbene attendibili fonti ufficiose riportino nel complesso oltre 1500 feriti.

"C'è un elevato numero di persone - dice Stephane Dujarric, portavoce del Segretario generale dell'ONU - compresi minori e membri delle forze dell'ordine, ferite durante questi incidenti".

La "toppa" presidenziale

L'agenda del Presidente, che ora prova a rimediare con la classica "toppa a colori" alle precedenti dichiarazioni secondo cui il Paese "era sotto attacco di vandali e violenti", dovrebbe includere misure per rafforzare il sistema pensionistico, ridurre il prezzo dei medicinali e investire nel miglioramento delle cure mediche.

I manifestanti hanno incendiato autobus e distrutto le stazioni della metropolitana, a seguito di collutazioni con la Polizia in tenuta antisommossa.

Negozi svaligiati, simbolo di uno dei disordini tra i peggiori degli ultimi decenni, hanno messo in luce le divisioni della nazione.

Soldati e carri armati sono stati inviati nelle vie della capitale e di altre località per la prima volta dal 1990, quando il Cile è tornato alla democrazia dopo la dittatura di Pinochet.

REUTERS/Ivan Alvarado
Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.