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Dubai, attracca la Stena Impero dopo la liberazione da parte dell'Iran

La Stena Impero al Porto Rashid di Dubai
La Stena Impero al Porto Rashid di Dubai Diritti d'autore REUTERS/Christopher Pike
Diritti d'autore REUTERS/Christopher Pike
Di Euronews
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La nave era stata sequestrata lo scorso luglio mentre si trovava nello stretto di Hormuz, il tratto di mare che unisce il golfo Persico al golfo di Oman e che riveste un’importanza cruciale per il commercio di petrolio.

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Una petroliera battente bandiera britannica è arrivata sabato a Dubai, un giorno dopo essere stata liberata dall'Iran ed aver lasciato il porto di Bandar Abbas.

L'Iran aveva annunciato infatti la scorsa settimana che, a seguito del completamento delle procedure legali e burocratiche, la nave cisterna era libera di lasciare le acque iraniane, pur precisando che era in corso un'indagine. Sette i membri dell'equipaggio della nave cisterna liberati in precedenza.

La nave era stata sequestrata lo scorso 19 luglio mentre si trovava nello stretto di Hormuz, il tratto di mare che unisce il golfo Persico al golfo di Oman, la striscia d'acqua cruciale per il commercio di petrolio.

Guarda il servizio del 19 luglio:

Il sequestro della Stena Impero era avvenuto dopo che il Regno Unito aveva a sua volta sequestrato una petroliera iraniana nello stretto di Gibilterra, adducendo come motivo del sequestro delle violazioni del codice marittimo. Gibilterra ha supposto che la Stena Impero trasportasse greggio in Siria,

Il governo britannico, dal canto suo, prende atto del rilascio della petroliera, ma ribadisce il suo monito nei confronti di Teheran e la sua accusa alla autorità iraniane - respinta dalla Repubblica Islamica - di aver detenuto "illegalmente" la nave. Lo riferisce il ministro degli Esteri, Dominic Raab.

Un segnale di distensione forse lanciato dall’Iran dopo l’escalation provocata dall’attacco agli impianti petroliferi in Arabia Saudita, e in attesa che si sblocchi la vicenda delle sanzioni americane contro Tehran.

Le relazioni tra Iran e Stati Uniti si sono deteriorate infatti da quando Washington si è ritirata dall'accordo globale sul nucleare di Teheran nel 2017 e ha imposto la cosiddetta strategia della "massima pressione" volta a chiudere le esportazioni di petrolio iraniano.

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