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Marina Abramovich torna a casa: storica retrospettiva a Belgrado

Marina Abramovich torna a casa: storica retrospettiva a Belgrado
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Marina Abramović torna a casa. L'artista, autodefinitasi "nonna della performance art" è tornata nella sua Belgrado, in Serbia, per tenervi la sua prima mostra in quasi 50 anni.

Intitolata "The Cleaner ", la retrospettiva espone più di 100 opere degli ultimi 50 anni di performance provocatorie della Abramovic. Una sorta di catalogo delle ossessioni dell'artista: il rapporto tra performer e pubblico, i limiti del corpo e della mente, le molte sperimentazioni firmate con Frank Uwe Laysiepen, che fu suo compagno dal 76 all'88

Abramovic è famosa in tutto il mondo sopratutto per Rhythm 0, performance che ebbe luogo nel 1974 proprio in Italia, nello studio Morra a Napoli: dopo aver disposto su un tavolo 72 oggetti "di piacere e di dolore" (tra i quali piume, trucchi, profumi, frustini, coltelli e perfino una pistola con un singolo colpo nel tamburo), l'artista si piazzò al centro della sala tenendosi vicino un cartello che recitava:

"Qui ci sono 72 oggetti, che potete usare su di me come preferite.

Sono io l'oggetto

Mi assumo del tutto la responsabilità di quello che faccio

Durata: 6 ore( dalle 20 alle 02.00)"

“Arrivati alla terza ora - avrebbe raccontato in seguito il critico d’arte Thomas McEvilley - i suoi vestiti erano stati lacerati. Durante la quarta, le lame iniziarono a esplorarne la carne. Qualcuno le tagliò superficialmente la pelle e ne bevve il sangue. Diversi approcci sessuali furono compiuti sul suo corpo inerte. Era così concentrata sulla performance che non avrebbe resistito allo stupro o all'omicidio. Di fronte alla sua abdicazione della volontà, con l'implicito collasso della psicologia umana che ciò comportava, un gruppo di protezione iniziò a definirsi tra il pubblico. Quando la pistola carica le fu piazzata in mano, la canna rivolta verso una tempia e il dito sul grilletto, una rissa scoppiò tra le due fazioni”.