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Passeggeri dimenticati: che fare?

Passeggeri dimenticati: che fare?
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Con il fallimento di Tomas Cook migliaia di persone restano abbandonate a sé stesse nelle località di villeggiatura e le vacanze si trasformano in un incubo. Ma esiste una qualche scappatoia legale almeno per recuperare parte del denaro. Lo abbiamo chiesto a Roberta Fichera di Airhelp.com, l’azienda a difesa dei diritti dei passeggeri aerei più grande al mondo.

"Da un punto di vista strettamente legale il regolamento europeo con il quale lavoriamo garantisce un risarcimento erché è la compagnia aerea responsabile di questo problema. Però nel momento in cui la Thomas Cook dichiara bancarotta si tratta di insolvemza, noi dubitiamo che i passeggeri possano ottenere un rimborso attraverso il regolamento europeo. Quello che però possiamo consigliare è che i passeggeri richiedano un rimborso del prezzo del biglietto che hanno pagato nel momento in cui la prenotazione è stata effettuata attraverso un'agenzia partner o attraverso compagnie aeree partner. Oppure se il volo è stato acquistato con carta di credito, consigliamo di chiamare la banca e bloccare il pagamento".

E per quanto riguarda il caso specifico dei viaggiatori italiani? Esiste un metodo per ottenere un qualche rimborso?

"In Italia abbiamo, presso la Presidenza del Consiglio, un fondo nazionale di garanzia che permette un riasrcimento del prezzo del biglietto che tu passeggero paghi nel momento in cui il tuo volo viene cancellato. Quindi quando rimani a terra, ad esempio in Egitto. Quel biglietto che tu compri, mettiamo il caso dal Cairo per tornare in Italia, dovrebbe in teoria essere risarcito da questo fondo nazionale di garanzia".

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