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Amazzonia in fiamme: migliaia in corteo a Rio de Janeiro

Amazzonia in fiamme: migliaia in corteo a Rio de Janeiro
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Da una parte il disastro ecologico: in 8 mesi, in Brasile si sono verificati 77.000 incendi contro i 40.000 dello stesso periodo del 2018, molti riguardano la foresta pluviale (fonte Inpe). Dall'altra le responsabilità politiche: secondo gli ambientalisti, il presidente Jair Bolsonaro avrebbe incoraggiato i disboscamenti illegali. Nel mezzo le comunità indigene, i cittadini e gli artisti come Caetano Veloso, scesi in piazza a Rio de Janeiro per chiedere maggiore tutela del territorio da parte delle istituzioni.

"La posizione ufficiale del governo brasiliano in materia ambientale è inaccettabile" ha commentato Veloso durante il corteo di protesta contro quello che da più parti viene definito come un vero e proprio 'biocidio'.

"Non possiamo permettere che questo accada, perché l'intero pianeta ne soffrirà. Le conseguenze non saranno solo per i brasiliani, ma per tutti gli abitanti del pianeta" ha detto Michael Baret Cunha, il primo rappresentante di una comunità indigena ad essere accettato all'Università di Stato di Rio deJaneiro.

Anche in Bolivia il numero di focolai è aumentato in maniera esponenziale. Sebbene questa sia la stagione secca, che va da giugno a novembre, gli incendi in una foresta pluviale come quella amazzonica non sono mai spontanei, ma opera dell'uomo.

I manifestanti sostengono che la risposta delle istituzioni è mancata o, quando c'è stata, è arrivata in ritardo. Il risultato è che in Bolivia è andato in fumo un milione di ettari di territorio. Gli incendi sono il metodo più semplice per rimuovere la foresta pluviale e trasformarla in prateria per l’allevamento del bestiame o l’agricoltura.

L’Amazzonia è la più grande foresta pluviale al mondo, con una superficie totale di circa 5,5 milioni di chilometri quadrati, più del 60 per cento dei quali in territorio brasiliano. È uno degli ecosistemi più ricchi al mondo ed è fondamentale per la produzione di ossigeno (all'Amazzonia si deve il 20 per cento dell’ossigeno del pianeta), per la rimozione di anidride carbonica nell’atmosfera (ne assorbe 2 miliardi di tonnellate all’anno), per il suo ruolo centrale nel rilascio di vapore acqueo e nel riequilibrio delle temperature globali.