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Rifugio online dell'estrema destra: cosa fare con il sito 8chan?

Fredrick Brennan, fondatore di 8chan
Fredrick Brennan, fondatore di 8chan
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Potrebbe essere giunta l'ora della chiusura per il social network anonimo 8chan: tre stragisti, tra cui l'attentatore di El Paso, utilizzavano ampiamente il sito per la pubblicazione di scritti, tra cui appunto il manifesto di Patrick Crusius. Per questo, il sito potrebbe essere definitivamente bloccato.

Cos'è 8chan

8chan è un forum senza censura sui contenuti, quindi chiunque può scrivere tutto ciò che vuole senza essere sanzionabile. Sulla piattaforma 8chan tutto è liberamente fruibile, finché non si dimostra esplicitamente illegale.

Non è la prima volta che un utilizzatore di 8chan si rende responsabile di un massacro. La strage di El Paso è solo la terza in cui l'attentatore ha anticipato il proprio gesto con una pubbblicazione sul sito: allo stesso modo agirono i due autori della strage di Christchurch in Nuova Zelanda e della sinagoga di Poway a San Diego (marzo e aprile 2019).

Quindi cosa verrà fatto del sito?

Il service provider di 8chan, Cloudflare, ha curato la sicurezza informatica del sito e lo ha sostenuto attraverso anni di critiche e attacchi, ma lunedì ha annunciato la fine della collaborazione. "Quando è troppo è troppo" ha detto il fondatore Matthew Prince, che ha definito 8chan "una fogna d'odio".

Ora il sito è alla disperata ricerca di un modo per rimanere online. Gli utenti sono già stati avvisati che il funzionamento non sarà regolare.

8chan ha trovato sostegno grazie al sito Epik.com, che possiede anche la società di sicurezza informatica BitMitigate, prima che entrambe venissero isolate con la sospensione dei contratti intrapresi con Voxility, una compagnia londinese fornitrice di server e prodotti hardware.

Maria Sirbu, vice presidente dello sviluppo finanziario dell'azienda, commenta i fatti degli ultimi giorni come il motivo di questo allontanamento: "È evidente che almeno due o tre delle ultime stragi avvenute negli Usa siano connesse con questi operatori. È necessario che a un certo punto qualcuno stabilisca dove si trova il confine tra la libertà di espressione e l'illegalità, e oggi è toccato a noi."

"Il problema non è 8chan, sono gli americani"

Per molti altri non è semplicemente un problema di 8chan, ma una questione rigurdante l'intera rete e la società che la sfrutta.

Un articolo di Ryan Broderick per Buzzfeed News, ha generato una vivace discussione sui social: "Il problema - ha scritto - non è 8chan, sono gli Americani".

"8chan non è come Facebook, Instagram, o Youtube - ha detto a Euronews Broderick - non c'è nulla al suo interno che stabilisca cosa puoi vedere, non possiede degli algoritmi. È semplicemente un supporto per messaggiare, come ogni altro sito. Il che vuol dire che ogni altro sito web può diventare come 8chan, dove gli utilizzatori non sono moderati e possono diffondere ovunque ciò che pubblicano".

Broderick indica l'Isis come esempio: "Abbiamo visto decapitazioni ogni giorno. Ora sono scomparse da ogni media di massa."

La questione appare quindi molto diversa, e non può incentrarsi sul mezzo di comunicazione usato dagli attentatori, dato che "8chan non è una persona singola, e neppure un'organizzazione. È un insieme di individui anonimi, che potrebbero trovarsi da qualunque altra parte."

Gli stragisti cercano l'attenzione dei media

Per Joan Danovan, direttore del progetto di ricerca sulla Tecnologia e il Progresso Sociale dell'Università di Harvard, il problema non è costituito dai siti come 8chan, ma dall'attenzione speciale che i media riservano agli scritti ideologici degli stragisti, che, secondo Donovan, contano proprio su tali pubblicazioni per raggiungere un pubblico più ampio.

"Finchè avremo internet avremo piattaforme di discussione di suprematisti bianchi". Quindi è altro ad attirare l'attenzione di Donovan: Gli utilizzatori di siti anonimi come 8chan, sono ovviamente coscienti che in questi spazi giornalisti e investigatori cercano prove e confessioni di crimini".

"L'obiettivo della pubblicazione di questi manifesti su queste piattaforme è far sì che raggiungano i siti più usati" su cui altrimenti sarebbero censurati. Donovan sostiene che ci sarà un cambiamento solo quando questo sarà chiaro, e aggiunge: "Penso sia importante agire responsabilmente, offrendo meno spazio alle interpretazioni di questi 'manifesti'. Dovremmo invece raccontare la storia delle vittime, metterle in luce per fare in modo che non siano morte in vano."