Nomine Ue: Juncker e Schultz critici

Nomine Ue: Juncker e Schultz critici
Diritti d'autore
Reuters
Dimensioni di testo Aa Aa

Non è piaciuto all'ex presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker il metodo seguito nella nomina delsuo successoreUrsula von der Leyen. Aver rotto la regola dello Spitzenkandidat, usata per la precisione solo nelle elezioni del 2014 per la nomina dello stesso Juncker, è segno di poca trasparenza ha detto.

Durante una conferenza stampa a Helsinki Juncker ha difeso il meccanismo che porto' alla sua nomina, perchè ha spiegato decisamente piu' trasparente e democratico. "Noi abbiamo individuato dei capilista e tutti sapevano quello che sarebbe successo all'indomani delle elezioni al partito che avesse ottenuto piu' voti: era un modo di vedere le cose - ha concluso -sfortunatamente non è diventato una prassi".

"Noi abbiamo individuato dei capilista e tutti sapevano quello che sarebbe successo all'indomani delle elezioni al partito che avesse ottenuto piu' voti: era un modo di vedere le cose sfortunatamente non è diventato una prassi".
Jean CLaude Juncker
Ex presidente della Commissione Europea

L'indicazione di un capolista e futuro eventuale presidente della Commissione da parte delle diverse formazioni politiche consente di ancorare, anche se informalmente cioè in base a un accordo politico tra i partiti, il voto popolare espresso nel caso dei deputati anche alla nomina del commissario.

A non aver gradito è stato poi un altro big, l'ex presidente del Parlamento di Strasburgo, Martin Schultz: "La signora von der Leyen ha certamente tutte le carte in regola, ma il processo che l'ha portata in quel ruolo fa arretrare l'Europa - spiega - perchè si è usato un metodo sbagliato scegliendo a porte chiuse. Tra l'altro rappresenta uno smacco al Parlamento Europeo. Dire come gruppo; "in nessun caso voteremo quel nome" è stato un errore".

Nominata dai 28 paesi membri, il nome della nuova commissaria deve essere approvato dal Parlamento. Von der Leyen, ministo del governo di Angela Merkel, sarà a Strasburgo il 16 luglio per un dibattito in Aula. Lo stesso giorno è previsto il voto sulla sua nomina alla presidenza della Commissione. Gli eurodeputati hanno già annunciato guerra in aula.