ULTIM'ORA

100 anni dal Trattato di Versailles: i documenti che misero fine alla Grande Guerra

100 anni dal Trattato di Versailles: i documenti che misero fine alla Grande Guerra
Dimensioni di testo Aa Aa

Era il 28 giugno del 1919 quando nell’ambito della Conferenza di pace di Parigi, 44 Stati firmarono il Trattato di Versailles che mise ufficialmente fine alla Prima Guerra Mondiale. Un documento dalla fama triste, come spiega Giorgo Dell'Arti, se è vero che vi sono state accostate, anche in anni recenti, le richieste di rigorosa austerità da politici come Varoufakis, Macron e Paolo Savona.

Nel giorno che marca il 100° anniversario di quella firma, vi presentiamo qui alcuni documenti della riunione che mise fine allo scontro tra le potenze alleate e la Germania.

Di cosa parliamo quando parliamo di Trattato di Versailles?

"Fu un documento estremamente complesso, così come la procedura che permise di arrivarvi", spiega a Euronews Doran Cart, curatore al museo nazionale per la prima Guerra mondiale del Missouri. Gli Alleati disponevano di dozzine di documenti e studi preparati per trattare il punto chiave, ovvero l'ammontare della compensazione economica dovuta dalla Germania.

Il trattato di pace con la Germania - National WWI Museum and Memorial
Le clausule sul destino di Guglielmo II di Hohenzollern - National WWI Museum and Memorial

Il resto del documento si occupava di quanto fossero stati colpiti gli altri Paesi e della divisione dell'Impero Ottomano. Ogni Paese e ogni leader cercò di difendere i propri interessi. Secondo Cart, uno di quelli che riuscirono ad ottenere il più significativo cambiamento della propria situazione geopolitica fu la Romania.

Tra le figure di spicco ci fu l'emiro Faisal dell'Hejaz, il quale puntava alla creazione di quella che si sarebbe chiamata Arabia Saudita. "Tanti anche i volumi sul destino della Siria - una domanda alla quale stiamo naturalmente ancora cercando di rispondere oggi".

La divisione tra 'grandi poteri' e 'piccole potenze'.

Lo schema dei posti a sedere utilizzato durante le riunioni di tutti i delegati alla Conferenza di pace di Parigi - il summit delle potenze alleate vittoriose - evidenzia la chiara divisione tra poteri "maggiori" e "minori". Sono 30 i paesi rappresentati sulla tabella dei posti a tavola. Il posizionamento dei "Big Four" (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia) alla testa del tavolo riflette il potere teorico che essi detenevano al tavolo negoziale di Versailles.

Che cosa è successo in seguito alla firma del trattato?

Nei giorni immediatamente successivi alla firma del trattato, le truppe alleate cominciarono a smobilitare e tornare a casa. "Le Forze Alleate, forze militari americane, britanniche e francesi che occupavano la Germania, poterono iniziare a ritirarsi", continua Cart.

"Erano state tenute in stato di massima allerta fino alla firma del trattato vero e proprio, in modo che alle diverse fazioni tedesche non fosse permesso di creare un'atmosfera ostile per la firma del trattato stesso". Mentre la Germania non fu divisa, il suo impero venne smembrato.

Il trattato di Versailles non fu l'unico documento di importanza capitale, da questo punto di vista: gli accordi siglati nel 1921 ebbero profonda influenza sulla geografia del mondo dopo il primo conflitto mondiale.

La Società delle Nazioni fu creata in seguito alla Conferenza di pace di Parigi del 10 gennaio 1920: un'organizzazione internazionale, con sede a Ginevra, Svizzera, con il compito di fornire un forum per la risoluzione delle controversie internazionali.

L'impulso fu del presidente americano Woodrow Wilson, che ne specificò la natura in 14 punti: la Società delle Nazioni deve essere un'organizzazione sovranazionale con il compito di vigilare sul mantenimento della pace, sul disarmo, sulla libertà di commercio, sulla soluzione delle controversie territoriali per vie diplomatiche, e che deve promuovere la cooperazione tra paesi grandi e piccoli e il loro sviluppo.

Dopo essersi fatta carico per 10 anni delle spinose questioni lasciate aperte dal conflitto e dal nuovo ordine mondiale, dopo aver contribuito efficacemente con le sue agenzie alla gestione dei profughi, al contenimento delle epidemie, alla criminalizzazione della tratta di esseri umani e dello sfruttamento del lavoro e alla protezione dei minori, negli anni '30, dinanzi alla crisi globale e all'ascesa dei totalitarismi, la prima organizzazione internazionale fallisce nel suo obiettivo primario: quello di difendere la pace. La Seconda Guerra Mondiale ne segnerà la fine, ma la sua esperienza aprirà le porte alle Nazioni Unite.

Come ha plasmato il mondo che conosciamo oggi?

Alcuni sostengono che il duro trattamento riservato alla Germania abbia portato essenzialmente alla seconda guerra mondiale. La concatenazione “Versailles-nazismo-Seconda guerra mondiale” è, secondo lo storico Eckart Conze, “solidamente stabilita nella memoria collettiva e nella coscienza politica del mondo”.

Cart ritiene che è difficile "fare collegamenti diretti come questo, perché ci sono un sacco di fattori che si sono verificati in Germania non influenzati dagli effetti del trattato". L'esperto ritiene che la Grande Guerra non sia mai realmente finita e che il trattato abbia piuttosto creato un periodo di armistizio di una ventina d'anni.

Ciononostante, Cart riconosce che "il trattato è stato importante per la fine della guerra, ma non ha risolto tutti i problemi". Il cambiamento sperato delle sorti dell'umanità non avvenne.

Come indica Dell'Arti, il saggista britannico Niall Ferguson scrisse che lo scontro in armi tra il 1914 e il 1918 era stato un “errore” e sotto il profilo strategico una “guerra delle illusioni”. Giunse alla conclusione che, “se la Prima guerra mondiale non fosse mai stata combattuta, la conseguenza peggiore sarebbe stata una specie di prima guerra fredda, nella quale le cinque grandi potenze avrebbero continuato a mantenere enormi apparati militari, ma senza recar danno alla loro sostenuta crescita economica”. Furono le “illusioni”, solo le illusioni che invece trascinarono l’Europa e il mondo intero in un abisso».

Mostre: a Castello Sonnino 100 anni Trattato Versailles

Il Castello Sonnino di Montespertoli (Firenze) ospiterà dal 28 giugno al 30 settembre una mostra sui cento anni dalla firma del Trattato di Versailles con documenti originali appartenuti proprio a Sidney Sonnino, ministro degli Esteri del Regno d'Italia dalla neutralità fino alla conferenza di pace di Parigi.

La mostra, intitolata 'Memoria d'Autore. I Grandi Personaggi e la Grande Guerra nelle Case della Memoria', "si propone di ripercorrere le vicende di alcune personalità italiane legate al circuito delle Case della Memoria che, in diversa misura, vennero coinvolte nel conflitto bellico", come spiega una nota dell'associazione.

Oltre alla figura di Sidney Sonnino, il focus è rivolto anche a Gabriele D'Annunzio capofila dell'interventismo, comandante delle truppe 'irregolari' che, tra il 1919 e il 1920, occuparono la città di Fiume. La mostra è a ingresso libero con orario 10-18 e due turni giornalieri di visite guidate.

Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.