Georgia, la presidente Zourabichvili: "no a escalation con Mosca"

La mai sopita tensione con Mosca è tornata a riesplodere due giorni fa in Georgia, dove violenti scontri tra manifestati e forze dell’ordine sono scoppiati a Tbilisi, davanti al Parlamento, dopo l’intervento del deputato russo Sergei Gavrilov, in visita diplomatica nel paese**.** Una sommossa che ha portato a 300 fermi di polizia, oltre a mandare 240 persone in ospedale; e che ha causato le immediate dimissioni dello speaker del Parlamento, Irakli Kobakhidze, accusato di aver accolto Gavrilov - vicinissimo a Putin, sostenitore dell'indipendenza delle regioni contese dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud e per questo additato alla stregua di un agente provocatore - alla riunione dell’assemblea dei Deputati dei Paesi cristiano-ortodossi.
Disordini che sembrano riproporre, in qualche modo, il copione di quanto accaduto in Ucraina nel 2014, con le proteste di piazza Maidan e la successiva guerra secessionista in Donbass; da una parte, un paese ex sovietico con un governo e una grossa fetta di popolazione che aspira a un più stretto rapporto con Bruxelles; dall'altra le resistenze russe e dei settori filo-russi della popolazione, che non sembrano volersi arrendere all'uscita di Tblisi dall'orbita moscovita.
La nostra Katilena Dartford ne ha discusso con la presidente Salomé Zourabichvili, eletta nel dicembre 2018 e prima donna a ricoprire l'incarico.
Presidente, grazie di essersi unita a noi su Euronews. A proposito di questo grande raduno anti-russo che ha avuto luogo a Tbilisi, lei ha capito cosa contestassero i manifestanti?
Penso che la reazione della popolazione sia naturale, ma non credo che dovremmo continuare in questa direzione. Ciò di cui questo paese ha bisogno più di ogni altra cosa è la stabilità interna perché è questa la nostra vera forza. C'è un problema politico con la Russia e tutti sperano che un giorno sarà risolto. Tuttavia, mentre la Georgia si sta sviluppando, essa ha un legame nei confronti dell'Unione europea, ed è questo ciò che è più importante.
Lei ha accusato Mosca per i disordini, suggerendo che una sorta di quinta colonna filorussa li abbia provocati. Può approfondire questo punto e spiegarci cosa intendesse?
Penso che in questo paese, come in molti altri paesi, ci siano tentativi di destabilizzazione e questo è qualcosa su cui dovremmo essere molto attenti. In un paese come questo è molto facile giocare ad agitare i sentimenti della popolazione.
Date le tensioni con Mosca, come vede lo sviluppo delle relazioni della Georgia con l'Unione Europea?
Beh, questa è la nostra strada, abbiamo una prospettiva e questa prospettiva è l'Unione europea. Le tensioni con Mosca esistono, ma questo non ha impedito, per esempio, che un milione e mezzo di turisti russi venissero in questo paese senza alcun incidente con la popolazione.
Qual è la sua risposta a Vladimir Putin, che sospende i voli verso la Georgia?
La risposta è che i turisti devono continuare a venire perché amano la Georgia, e i politici e i leader dovrebbero risolvere i problemi che sono alla base di quanto accaduto e risolvere questi problemi significa riunificare i territori georgiani. Ma questo non deve riguardare i turisti, non deve riguardare la popolazione e non deve incidere sulla situazione di pace che ha finora prevalso in Georgia nonostante tutto.
In breve, quali sono secondo lei i prossimi passi da compiere?
Dobbiamo evitare un'escalation perché nessuno - nè la Georgia, tantomeno Bruxelles - ha bisogno di un altro motivo di tensione nella regione, nell'intera regione. Quindi non è certamente questo che la ci proponiamo di fare. E continueremo a fare ciò che abbiamo fatto finora, rispondendo pacificicamente a qualsiasi tentativo di creare tensioni