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Corruzione per Qatar 2022: Michel Platini in stato di fermo

Corruzione per Qatar 2022: Michel Platini in stato di fermo
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Michel Platini si trova da questa mattina in stato di fermo nei locali dell'Ufficio anticorruzione della polizia giudiziaria di Nanterre, sobborgo nella parte nordoccidentale di Parigi. L'ex presidente della Uefa è implicato in un'indagine per corruzione legata all'assegnazione del Mondiale di calcio del 2022 al Qatar, ma non è ancora noto quali siano le accuse a suo carico.

Lo ha confermato ad Euronews la procura nazionale per i reati finanziari, dopo che la notizia del fermo lanciata dal sito investigativo francese Mediapart era stata ripresa dai media di tutto il mondo. Sotto interrogatorio anche Claude Gueant, all'epoca dei fatti segretario generale dell'Eliseo sotto la presidenza Sarkozy.

Nella corsa al Mondiale il Qatar aveva battuto le candiature di Stati Uniti, Australia, Corea del Sud e Giappone. Uno smacco soprattutto per gli Stati Uniti, da cui erano poi partite le indagini che hanno portato all'azzeramento dei vertici della Fifa, implicati in vari scandali di corruzione.

Un'assegnazione contestata

L'assegnazione della Coppa del Mondo all'emirato aveva sollevato fin dall'inizio dubbi e sospetti sull'operato dei vertici della Fifa: il Qatar al momento dell'assegnazione non disponeva delle infrastrutture necessarie e negli ultimi anni diversi operai sono morti nei lavori di costruzione degli stadi. Inoltre le condizioni climatiche estreme hanno costretto la Fifa a spostare il torneo, che tradizionalmente si disputa in estate, ai mesi di novembre e dicembre.

Al momento della votazione, nel dicembre 2010, Platini era presidente della Uefa e aveva sostenuto pubblicamente la candidatura del Qatar. Dal 2010 sono emerse molte storie che collegano Platini all'emirato, tra cui un incontro con Mohamed Bin Hammam, l'ex presidente della Asian Football Confederation che ha fatto pressioni per il Qatar e da allora è stato bandito a vita dal calcio con accuse di corruzione. Prima della votazione Platini aveva anche pranzato all'Eliseo con Sarkozy, Gueant, Bin Hammam e Tamim bin Hamad al-Thani, all'epoca primo ministro del Qatar.

La risposta di Platini: "Io estraneo ai fatti"

Platini ha fatto sapere in un comunicato diffuso dai collaboratori di non avere "niente da rimproverarsi" e di essere "totalmente estraneo ai fatti". Stando al comunicato il tre volte Pallone d'oro non è stato arrestato ma "viene ascoltato come testimone, in una condizione voluta dagli inquirenti che permette di evitare che le persone ascoltate possano accordarsi fuori dalla procedura".

"Platini - si legge ancora - si esprime serenamente e in modo preciso, risponde a tutte le domande, comprese quelle sulle condizioni di assegnazione di Euro 2016, e ha fornito spiegazioni utili". L'ex campione della Juventus, conclude la nota, "è assolutamente fiducioso" sul seguito della vicenda.

I guai di Platini con la giustizia sportiva

Platini sta finendo di scontare la squalifica di quattro anni decisa dal Comitato etico della Fifa nel 2015. Alla base della sospensione il pagamento di due milioni di franchi svizzeri avvenuto nel 2011: denaro che Platini aveva ricevuto dal numero uno della Fifa Sepp Blatter per alcune consulenze risalenti al periodo tra il 1998 e il 2002.

Platini si era appellato al Tas, che nel 2016 si era limitato a ridurre la squalifica da otto a sei e poi a quattro anni. In seguito alla sospensione l'ex calciatore della Juventus e della nazionale francese si era dovuto dimettere dalla guida della Uefa.

Un anno fa la magistratura svizzera aveva prosciolto Platini dalle accuse e l'ex numero uno della Uefa aveva chiesto che la sua sospensione venisse ritirata. "Spero che Fifa avrà il coraggio e la decenza di revocare la sospensione, poiché la giustizia ha stabilito che non c'è stato nessun pagamento illecito".

La Fifa si era però opposta alla richiesta del tre volte Pallone d'oro. "Il signor Platini - aveva risposto in un comunicato l'organo che governa il calcio mondiale - è stato sospeso per violazione del codice etico. La decisione è stata confermata dal Tribunale Arbitrale per lo Sport che ha confermato le accuse ma ha ridotto la durata della sospensione da 6 a 4 anni".

"Sono vittima di un complotto"

Platini è tornato alla carica qualche settimana fa in un'intervista ad alcuni giornali in cui ha ribadito le sue accuse alla Fifa, sostenendo di essere vittima di un complotto: "Tutti - ha detto Platini - hanno capito che c'è stato un complotto contro di me, orchestrato da qualcuno che è all'interno del calcio. Credo Fifa e Tas. Infatti nel 2015, al sorteggio di Montecarlo, ero stato messo sull'attenti. Non posso dire chi mi ha fatto questa rivelazione, ma il tutto era finalizzato ad impedire la mia elezione a presidente della Fifa. C'era in ballo mio figlio che lavorava in Qatar, ma soprattutto quella storia di Blatter. Per me era un lavoro svolto per la Fifa in quegli anni e pretendevo di essere pagato: se mi avessero detto che non mi avrebbero pagato, avrei agito diversamente".