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La corsa alla leadership britannica tra i conservatori punta su brexit con o senza accordo

La corsa alla leadership britannica tra i conservatori punta su brexit con o senza accordo
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La corsa alla leadership britannica è al suo acme nel Regno Unito. "Se diventassi nuovo premier rifiuterei di pagarei i 40 milioni di euro per il divorzio, senza un nuovo accordo sulla Brexit": il candidato di punta alla leadership dei conservatori Boris Johnson ha aperto così la sua campagna, in un'intervista al Sunday Times, assicurando poi di essere l'unico conservatore in grado di vincere la sfida con i laburisti di Jeremy Corbyn e il Brexit Party di Nigel Farage. E la risposta arriva direttamente da una fonte vicina al presidente francese Macron che all'agenzia reuters parla di default del debito sovrano in caso di mancato pagamento

Il suo rivale più diretto è certamente il ministro dell'agricoltura Michael Gove, che resta un brexeteer pragmatico ed è fresco di una pepata confessione al Daily mail. Gove ha infatti dichiarato di essere aperto a una breve estensione del termine concesso già dall'UE se dovesse essere necessario " to dot the i's and cross the t's": che tutto sia perfetto insomma.

Nella corsa alla premiership si fa largo anche l'attuale Ministro degli Interni, Sajid Javid. uno dei primi sostenitori della necessità di un referendum sull'Europa che ha saputo gestire lo scandalo Windrush riguardo ai migranti dei Caraibi.

"Farò qualsiasi cosa è in mio potere per uscire il 31 ottobre e questo per me non vuol certo dire che voglia un accordo. Farò il possibile perché questo accada, ma se dovessi scegliere fra il no deal e il no brexit sceglierei di uscire senza accordo", ha detto in un'intervista a Skynews il ministro.

I conservatori dovranno votare per scegliere il sostituto della May giovedì 13 giugno.